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Inghilterra, la Premier “taglia” un milione di sterline per far sopravvivere le leghe minori

La riunione congiunta delle varie leghe potrebbe portare a una soluzione di interesse comune per salvare tutto il calcio inglese messo in ginocchio dal Coronavirus.

Redazione Il Posticipo

In Inghilterra la Premier è pronta al "taglio" per permettere a tutto il calcio inglese di sopravvivere. Secondo quanto riportato dal Sun le varie leghe inglesi sarebbero in procinto di trovare un accordo per il bene comune. I ricchi danno ai poveri. Succede di rado, ma sembra possa accadere. E la cifra è importantissima. 100 milioni di sterline.

TAGLIO - La soluzione sembra inevitabile. Specialmente se, come tutto lascia purtroppo presagire, il calcio inglese fosse costretto a fermarsi anche oltre il 30 aprile. La crisi, legata alla diffusione del Covid-19, che attanaglia la Premier rischia di soffocare il calcio inglese. Il futuro di molti club della divisione inferiore è in bilico, dunque, come riportato dal tabloid, la Premier potrebbe trovare un accordo con le altre leghe per una situazione economicamente sostenibile. L'idea è di un taglio del 20%  per tutti i giocatori per "coprire" le spese dei prossimi tre mesi.

SOCCORSO - I ricavi della Premier ammontano a 2 miliardi di sterline. Un taglio del 20% garantirebbe una quota di 100 milioni. Secondo i primi calcoli del tabloid, alcune "star" rischiano di rimetterci circa 750mila sterline a testa, che però permetteranno di salvare club, calciatori e dipendenti. Le leghe, in tal senso, hanno emanato un comunicato: "Premier League, EFL e PFA si sono incontrate oggi e hanno discusso della crescente difficoltà della situazione legata alla diffusione del Covid-19. Abbiamo convenuto che dovranno essere prese decisioni difficili per mitigare l'impatto economico dell'attuale sospensione del calcio in Inghilterra. E abbiamo deciso di lavorare insieme per arrivare a soluzioni condivise". Sembra che le parti abbiano accettato. I soldi potrebbero servire per supportare i club più piccoli e i giocatori delle serie inferiori, oltre che chi lavora nei singoli club.