Inghilterra, incredibile ma vero: arriva ultimo al fantacalcio e…diventa una statua che celebra la sua sconfitta

Il fantacalcio, croce e delizia di tantissimi appassionati. In alcuni campionati va abbastanza di moda pensare a…una punizione creativa per chi ha la sfortuna di arrivare ultimo. Dunque, via a penitenze assurde, come quella che è toccata a Chris Talbot: diventare un monumento vivente alla sua pessima stagione!

di Redazione Il Posticipo

Il fantacalcio, croce e delizia di tantissimi appassionati del gioco più bello del mondo. Ogni inizio stagione è il momento di fare tabelle, visualizzare statistiche e impostare strategie per l’asta che determinerà le fortune della propria squadra. Ma non solo. In alcuni campionati, soprattutto nelle Fantasy League inglesi, va abbastanza di moda pensare a…una punizione creativa per chi ha la sfortuna di arrivare ultimo. Al fantacalcio le retrocessioni non ci sono, ma questo non significa che chi fa peggio di tutti debba passarla liscia. Dunque, via a penitenze assurde, come quella che è toccata a Chris Talbot: diventare un monumento vivente alla sua pessima stagione!

STATUA – Come riporta Sportbible, la squadra di Talbot è arrivata l’ultima e i suoi amici hanno avuto la possibilità di decidere una penitenza. Certo, quest’anno forse è stato un po’ più complicato, dovendo tenere conto anche del Covid. Ma come ha spiegato alla Press Association Jon Fuller, uno degli amici dello sfortunato ultimo classificato, non si poteva sfuggire al destino già segnato. E quindi la scelta è stata quella di farlo andare in giro ricoperto di vernice dorata, per poi farlo fermare e rimanere immobile a mo’ di statua con tanto di pallone sotto braccio e un bel piedistallo con su scritto “perdente”.

LEZIONE – Il tutto, ovviamente, per l’ilarità dei passanti, ma anche dei suoi amici. “Abbiamo organizzato una penitenza ogni anno per chi arriva ultimo, ma stavolta ci siamo dovuti inventare qualcosa di diverso, qualcosa che si potesse fare con tanto di distanziamento sociale. E gli abbiamo anche fatto una mascherina dorata così che potesse prendere i mezzi pubblici”. Insomma, tutto ben organizzato. E una lezione difficile da dimenticare: “Finora è a metà classifica, ha imparato.La penitenza serve a ricordare tutti che non si molla mai”, spiega Fuller. E Talbot deve guardare il lato positivo: “Diciamo che è stato fortunato”. Considerando che una delle penitenze degli anni precedenti era un piercing al capezzolo, difficile dargli torto…

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