Inghilterra, ancora spionaggio: il Liverpool ha pagato un milione al City per evitare un processo…

Inghilterra, patria del calcio e del fair play? Sì, ma fino ad un certo punto… Lo scorso anno è scoppiato il caso del Leeds di Bielsa, che spiava gli avversari. Ora il Times spiega che il Liverpool potrebbe aver messo il naso nel sistema di scouting del City…

di Redazione Il Posticipo

Altro giro, altro Spygate in Inghilterra. E se nella scorsa stagione i protagonisti erano stati il Leeds United di Marcelo Bielsa e il Derby County di Frankie Lampard, stavolta a finire nel turbinio di accuse, smentite e sospetti sono addirittura i campioni d’Inghilterra del Manchester City e quelli d’Europa del Liverpool. E visti i metodi utilizzati, va a finire che il Loco fa la figura di quello fuori moda. Bielsa infatti si era dato, per sua stessa ammissione, ad uno spionaggio vecchio stile, con osservatori spediti a vedere gli allenamenti degli avversari, che loro fossero d’accordo…oppure no. Ma qui il livello si alza.

SPIONAGGIO – Secondo quando sostiene il Times, infatti, il Liverpool avrebbe pagato un milione di sterline come risarcimento al Manchester City per un tentativo di spionaggio informatico. Il quotidiano inglese spiega che nel 2013 i Reds hanno chiuso uno spinoso caso che li vedeva opposti ai Citizens. I protagonisti sono due ex scout del club di Guardiola, che nel 2012 si erano trasferiti al Liverpool. E proprio in quell’anno, racconta il Times, ci sono stati accessi non autorizzati all’esteso database di scouting dei Citizens. E anche Michael Edwards, attualmente direttore dell’area sportiva dei Reds ed ex dirigente del club di Manchester, era stato accusato di essere entrato nel sistema centinaia di volte senza averne l’autorizzazione.

ACCORDO – Il Liverpool si è sempre dichiarato estraneo alla questione, ma allora perché pagare? Perché, come spiega il Times, nel 2013 il Manchester City era intenzionato ad assumere degli esperti informatici per portare le prove dell’intrusione nel sistema. E dunque i Reds, per evitare di scoprire qualcosa di cui forse non erano a conoscenza (o forse sì…), hanno deciso di chiudere la questione con un risarcimento piuttosto che affrontare un giudizio. L’accordo, comunque, non prevede nessuna ammissione di colpa da parte del Liverpool o dei tre accusati. Anche perché il rischio era quello di beccarsi sanzioni dal punto di vista calcistico: entrare nei database altrui non è esattamente aderente alle regole della Premier League. E se Bielsa con lo spygate se l’è cavata…con la simpatia, sempre meglio non correre rischi!

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