“Infetti da Coronavirus”: lo striscione dei tifosi del Catanzaro per Re Giorgio diventa…profetico

“Infetti da Coronavirus”: lo striscione dei tifosi del Catanzaro per Re Giorgio diventa…profetico

In una situazione come quella attuale, strappare un sorriso diventa quasi necessario. E ci pensa qualcuno che, in fondo, prima di questa storia, era l’unico vero Corona del pallone: Re Giorgio, ex attaccante che ha anche conosciuto la Serie A con il Catania. Un suo post su Facebook fa gridare…alla profezia.

di Redazione Il Posticipo

Anche nei momenti peggiori, meglio non perdere la voglia di scherzare. L’epidemia di coronavirus sta mettendo alle corde il servizio sanitario e ha costretto a interrompere parecchie attività. Ma ha colpito anche il mondo del calcio, rendendo necessario giocare per tutto il prossimo mese a porte chiuse. In una situazione simile, strappare un sorriso diventa quasi necessario. E ci pensa qualcuno che, in fondo, prima di questa storia, se si escludono gli inserimenti del paparazzo Fabrizio, sempre pronto a pizzicare i calciatori con la sua macchina fotografica, era l’unico vero Corona del pallone: Re Giorgio, ex attaccante che ha anche conosciuto la Serie A con il Catania.

CORONAVIRUS – Un giramondo del gol, che ha giocato in tutte le categorie e in moltissime città. Una delle quali ha avuto un attimo di…preveggenza. Anni fa, quando Corona segnava a raffica in C e in B con il Catanzaro, i tifosi calabresi gli avevano dedicato uno striscione molto particolare: “Infetti da Coronavirus”. Un qualcosa che al giorno d’oggi sa di profezia, anche se di coronavirus ne esistono tanti e il COVID-19, quello che tanti problemi sta creando in questo momento storico, è solo una delle molte forme. Ma basta l’attinenza, ovviamente, per strappare un minimo sorriso ripensando a Re Giorgio.

IL SEGNO DEL RE – Che non per niente ha deciso di pubblicare come immagine del profilo della sua pagina su Facebook proprio quello striscione, oltre che un post che parla di lui come “un eroe dimenticato”. Dimenticato non troppo, spiega lo stesso Corona, e non solo per l’assonanza del suo nome con quello del virus. E a dimostrarlo c’è la viralità del post, immediata e prorompente. Del resto, ovunque sia andato (Mantova, Taranto, tantissime squadre della “sua” Sicilia), l’attaccante nato a Palermo ha lasciato il segno, con i gol e non solo. Dunque, per qualcuno, il Coronavirus non è decisamente cosa recente. E, a ben vedere, non è neanche solo un pericolo per la salute. In momenti così complicati, una piccola soddisfazione.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy