Incredibile ma vero, se l’Eibar può ristrutturare lo stadio lo decide…Papa Francesco!

Incredibile ma vero, se l’Eibar può ristrutturare lo stadio lo decide…Papa Francesco!

Niente nuova tribuna ovest per lo Stadio municipal de Ipurúa, la casa dell’Eibar. Cinque metri di terreno impediscono di proseguire con la ristrutturazione dello stadio. E se la tribuna si farà o no, lo stabilirà…Papa Francesco.

di Redazione Il Posticipo

Niente nuova tribuna ovest per lo Stadio municipal de Ipurúa, la casa dell’Eibar. Cinque metri di terreno impediscono di proseguire con la ristrutturazione dello stadio. E la questione si fa interessante, ma soprattutto arriva ad alto livello. Municipale? Macchè. Nazionale. Neanche. Per completare l’opera di ammodernamento del proprio impianto, la squadra basca deve attendere la decisione di un capo di Stato. Che, paradossalmente, non è neanche il Re di Spagna. Se la tribuna si farà o no, lo stabilirà…Papa Francesco.

APPROVAZIONE DEL PAPA – Incredibile ma vero, perchè come riporta AS i cinque metri incriminati di terreno appartengono a un convento di suore, che quattordici anni fa hanno dato il permesso di allargare l’impianto poco al di là dei loro confini. Ma che adesso non hanno alcuna intenzione di lasciar proseguire i lavoro, nonostante il convento stesso…sia in disuso. C’è un accordo con il comune per l’esproprio, anche abbastanza costoso, quattro milioni e mezzo di euro. Ma visto l’esposto fatto dall’avvocato delle suore, non si potrà procedere con i lavori. A meno che non arrivi la luce verde del Vaticano, con espressa approvazione della massima autorità dell’ex Stato della Chiesa. Quindi, di Papa Francesco in persona. E senza la sua firma, quei cinque metri non potranno diventare di proprietà del comune.

QUESTIONE DI SOLDI – Il club dal canto suo si lamenta, perchè ritiene che la richiesta di uno stop ai lavori sia stata fatta per interessi economici. José Antonio Fernández, responsabile della ristrutturazione per l’Eibar, ha rivelato a El Correo le esose richieste da parte dell’avvocato. “Ci è stato richiesto di pagare 160mila euro per entrare con le macchine sul terreno del convento finchè non arriverà l’autorizzazione del Vaticano. Una spesa per cui non ci vogliono neanche dare una fattura. E nonostante non abbiamo toccato nulla, escluse le mura dell’impianto, ne abbiamo comunque offerti 10mila per far sì che l’opera andasse avanti”. Ma evidentemente, non è bastato. E adesso l’ultima parola spetta a Sua Santità. A cui l’Eibar, alla fine, farà anche bene a regalare un abbonamento vitalizio. Anche perchè a Papa Francesco, il calcio…piace.

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