Incredibile a Monaco di Baviera: l’allenamento del Bayern finisce con… l’intervento della polizia

Incredibile a Monaco di Baviera: l’allenamento del Bayern finisce con… l’intervento della polizia

Ci sono molti modi in cui può terminare un allenamento. L’arrivo della polizia non è certo uno dei più consueti, ma è accaduto aggi dopo la sessione del Bayern Monaco.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono molti modi in cui può finire un allenamento. Soprattutto nel precampionato, uno o più giocatori possono concedere interviste ai media ufficiali del club o ad altri. Altre volte, per creare un certo spirito di gruppo, si può decidere di andare a fare qualche attività fuori tutti insieme. Spesso, invece, i giocatori si attardano un po’ al di fuori del centro sportivo per far felici i tifosi con una foto o un autografo. Ecco, proprio in questo caso, questo giro di saluti è culminato in un… arresto.

SOLITO ALL’IMPRESA – Insomma, finire una seduta di allenamento con un arresto non è proprio il modo più consueto ma… tant’è. Secondo la Bild, un tifoso si sarebbe avvicinato un po’ troppo e avrebbe afferrato Niko Kovac per una gamba, minacciando di non mollare la presa. L’allenatore del Bayern Monaco avrebbe dapprima chiesto cortesemente all’uomo di lasciargli la gamba. Ma alla promessa/minaccia di quest’ultimo di non lasciarlo più, è intervenuta la sicurezza prima e la polizia poi. Stando a quanto riporta la Bild, l’uomo era un habitué. Non nel senso che si fa arrestare ogni volta, ma nel senso che è solito rimanere ad aspettare la squadra e il tecnico.

LA FUGA, O QUASI – L’esagitato, tra l’altro, ha anche cercato di darsi alla fuga ma è stato prontamente riacciuffato e assicurato alle forze dell’ordine. Anche se la polizia dà una versione leggermente differente dell’accaduto, a partire dal fatto che l’invasore è a piede libero. Le forze dell’ordine affermano che “Kovac non è mai stato in pericolo” e che non è stato aggredito, toccato o altro. “L’uomo probabilmente era un pazzo, urlava di voler giocare con i giocatori”. In ogni caso, non certo una scena che si vede tutti i giorni nei pressi di un campo di allenamento.

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