In Spagna scioperano: l’Elche non si presenta agli allenamenti

L’impatto economico della pandemia era temuto quasi al livello del contagio. E in Spagna, il calcio che tenta di ripartire deve fare i conti con le prime forme di protesta.

di Redazione Il Posticipo

L’impatto economico della pandemia era temuto quasi al livello del contagio. E in Spagna, il calcio che tenta di ripartire deve fare i conti con le prime forme di protesta. Come riportato da AS, l’Elche, società di seconda divisione spagnola, non si è presentata al centro sportivo.

SCIOPERO – I cancelli del Martinez Valero sono rimasti aperti invano: nessuno si è presentato, per manifestare il dissenso di fronte alle scelte della società. I calciatori non accettano di continuare gli allenamento con una riduzione dei loro contratti al 30%, mentre altri professionisti della società hanno già recuperato appieno le loro condizioni di lavoro. I giocatori di Elche, come la maggior parte delle squadre di calcio spagnole, avevano anche mostrato la loro riluttanza a tornare agli allenamenti e alla “nuova normalità” fintanto che “condizioni di sicurezza e di salute” non fossero state garantite.

NO –  Lo sciopero è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Quando il club ha dato l’ordine di tornare al proprio posto di lavoro, i giocatori hanno accettato e sono andati a sottoporsi ai test per il coronavirus. E come protocollo, hanno iniziato, divisi in gruppi, i compiti individuali. Alla base del scontro  vi sono altre condizioni. In primis, la condizione dei calciatori in scadenza di contratto il 30 giugno. Il club ritiene che debbano continuare a giocare durante il mese di luglio poiché il contratto del 19/20 è inteso come valido fino alla fine della stagione. La controparte sostiene che giocare a ritmi sostenuti e senza garanzie una partita ogni 72 ore è una ipotesi che non sarà presa in considerazione. E che il rischio infortuni sia serio e pregiudicante per poi trovare un’altra squadra. In attesa di un incontro e di un accordo, i giocatori si sono allenati a casa. Resta da capire cosa succederà nelle prossime giornate.

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