In Spagna il tifo virtuale piace: “Gli spettatori lo utilizzano, può diventare complementare a quello che c’è allo stadio. I suoni vengono scelti e…”

In Spagna il tifo virtuale piace: “Gli spettatori lo utilizzano, può diventare complementare a quello che c’è allo stadio. I suoni vengono scelti e…”

Chi l’ha detto che questo nuovo calcio post-Covid non piace? Molti, tra addetti ai lavori e tifosi. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Da quanto racconta il capo della comunicazione della Liga, in Spagna la maggioranza dei tifosi da divano ha apprezzato le piccole accortezze per “riempire” gli stadi lasciati vuoti.

di Redazione Il Posticipo

Chi l’ha detto che questo nuovo calcio post-Covid non piace? Molti, vero. Parecchie persone, tra addetti ai lavori e semplici tifosi, hanno espresso un certo malumore per le partite a porte chiuse o per i metodi televisivi di “normalizzare” una situazione che di normale non ha davvero nulla. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: quelli a cui il pubblico virtuale e i suoni registrati…piacciono. E da quanto racconta al Daily Mail Joris Evers, il capo della comunicazione della Liga, in Spagna la maggioranza dei tifosi da divano ha apprezzato le piccole accortezze per “riempire” un po’ gli stadi lasciati vuoti.

NUMERI – Al punto che c’è anche la concreta possibilità che anche quando i tifosi torneranno allo stadio si continui così. “Direi di sì. L’idea è che questa tecnologia possa diventare complementare rispetto a quello che c’è allo stadio. La risposta a queste novità è stata assolutamente positiva. In Spagna i tifosi possono scegliere tra la partita con audio e video originali oppure quella con i rumori del pubblico forniti da EA Sports e gli spalti riempiti virtualmente. E se si guarda ai numeri degli spettatori si vedrà che la maggior parte dell’audience è del canale con audio e video virtuali. La nostra è una grande responsabilità, ci sono milioni di persone in oltre 180 paesi che guardano la Liga. Vogliamo che i tifosi possano tornare allo stadio il prima possibile, ma mentre non possono esserci vogliamo che chi guarda le partite possa avere la migliore esperienza possibile, riempiendo i vuoti che si sono creati”.

I SUONI – Evers spiega anche come vengono scelti i suoni che sono poi riprodotti durante le partite. “I suoni sono divisi in categorie. C’è un canale che trasmette un rumore di fondo abbastanza virtuale per riempire il vuoto sonoro, mentre un altro riproduce il suono che fanno i tifosi quando si aspettano che sia per succedere qualcosa. E questo è un suono che viene attivato manualmente, in pratica bisogna seguire la partita e farlo partire quando c’è effettivamente la possibilità che venga segnato un gol”. Dunque, un lavoro quasi artistico da parte di chi deve decidere…come far reagire il pubblico virtuale. “L’operatore deve scegliere il suono giusto per rappresentare come i tifosi risponderebbero a quello che succede in campo. E questa è forse la parte più importante di tutto il progetto, perchè aiuta a far sentire il pubblico a casa come se stesse effettivamente guardando una partita che viene giocata di fronte a un pubblico vero”. E i risultati, in maniera forse inattesa, danno ragione a Evers…

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