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Il vaccino per il coronavirus? Lo cerca…il presidente dell’Hoffenheim (che non lo cede a Trump)

Da uomo più odiato di Germania a salvatore del mondo intero, il passo è decisamente breve. Dietmar Hopp, proprietario dell'Hoffenheim, qualche settimana fa è stato insultato durante il match contro il Bayern perchè considerato nemico del...

Redazione Il Posticipo

Da uomo più odiato di Germania a salvatore della patria e, chissà, del mondo intero, il passo è decisamente breve. La vita di Dietmar Hopp, presidente dell'Hoffenheim, in questo periodo non è per nulla tranquilla. Il numero uno della squadra di Sinsheim, nel Baden-Württemberg, è stato suo malgrado protagonista di una pagina storica del calcio tedesco, quando i tifosi del Bayern hanno causato la sospensione della partita contro il suo club a forza di insultarlo (anche pesantemente) dagli spalti. La sua "colpa" è quella di essere un nemico del calcio tedesco, non rispettando la regola del "50+1", che non permette che le società calcistiche teutoniche abbiano un solo proprietario.

NO A TRUMP - Ma chi nel corso degli anni lo ha preso a male parole potrebbe doversene pentire. La notizia del tentativo di Donald Trump di acquistare il vaccino contro il Covid-19 su cui stanno lavorando in Germania, lanciata dalla Reuters, ha un significato ulteriore per chi segue il calcio. Il principale investitore di Curevac, la società che in collaborazione con il ministero tedesco della salute si occupa della ricerca al riguardo, è proprio Hopp, che ne è stato anche unico sostenitore economico per quasi una decina di anni. E il New York Times riporta che è stato proprio lui a dire no alla possibilità che il vaccino, una volta trovato, diventasse proprietà esclusiva degli Stati Uniti.

SOLIDARIETÁ - Hopp ha spiegato che la Curevac sta studiando il vaccino contro il coronavirus per "aiutare la gente non solo in alcune regioni, ma in maniera solidale in tutto il mondo. E sarei felicissimo se questo risultato potesse essere raggiunto attraverso i miei investimenti a lungo termine in Germania". Da simbolo del calcio per pochi a paladino della sanità per tutti, un bel salto di categoria agli occhi dell'opinione pubblica. E chissà, se l'azienda da lui supportata dovesse effettivamente trovare la soluzione alla pandemia che sta colpendo tantissimi paesi in giro per il mondo, forse persino i tifosi tedeschi gli perdonerebbero il suo "attentato" al calcio di una volta...