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Il tramonto di Drenthe: con il Murcia non è più neanche convocato in seconda divisione spagnola

LIVERPOOL, ENGLAND - JANUARY 21:  Royston Drenthe of Everton reacts during the Barclays Premier League match between Everton and Blackburn Rovers at Goodison Park on January 21, 2012 in Liverpool, England.  (Photo by Chris Brunskill/Getty Images)

Arrivato al Real Murcia, è stato accolto come il salvatore della patria. Dopo due mesi la gioia per il suo arrivo si è trasformata in rabbia immensa.

Redazione Il Posticipo

Dalle stelle alle stalle. La storia calcistica di Ricky Drenthe è vicina agli ultimi capitoli. Arrivato al Real Murcia, è stato accolto come il salvatore della patria. Dopo due mesi la gioia per il suo arrivo si è trasformata in rabbia immensa. E molti tifosi lo indicano come uno dei responsabili del quarto posto in seconda divisione.

NON CONVOCATO - Il Murcia è ancora in lotta per i Playoff e ha quattro punti di vantaggio con il sesto posto, ma i risultati ottenuti non hanno soddisfatto la dirigenza che ha puntato da tempo il tecnico Simón. Il tecnico ha alimentato le polemiche, scartando l'olandese dalla lista dei convocati dopo avergli concesso solo un minuto contro Eldense. Una scelta destinata a far discutere. Tutto è iniziato quando Agustín Ramos, presidente del Real Murcia lo ha cercato ed è riuscito ad ingaggiarlo nonostante alcuni dubitassero delle sue condizioni fisiche per competere ai massimi livelli. Il presidente ha giustificato, come riportato da AS, la sua scelta: "Mi sento a disagio per la mancanza di rispetto e il disprezzo nei confronti di Drenthe. L'ho proposto io, ha superato più esami medici di un calciatore del Real Madrid".

LIVERPOOL, ENGLAND - JANUARY 21:  Royston Drenthe of Everton reacts during the Barclays Premier League match between Everton and Blackburn Rovers at Goodison Park on January 21, 2012 in Liverpool, England.  (Photo by Chris Brunskill/Getty Images)

NUMERI - Anche il pubblico lo aveva accolto a braccia aperte. Sino a che non si è arreso all'evidenza. Il rendimento dell'olandese lascia poco spazio all'ottimismo. Da gennaio il calciatore 35enne ha accumulato 70' di gioco spalmati in sei presenze senza segnare gol o assist. Si è fatto invece notare per qualche chilo in più. Dal suo arrivo, non solo la promozione diretta è diventata un'utopia ma anche una buona posizione nella griglia playoff appare complicata.  C'è però anche chi lo esonera da responsabilità. Secondo una porzione di tifoseria il giocatore è l'ultimo da biasimare. Nessuno ne mette in discussione impegno e sacrificio. Semplicemente si tratta di un calciatore che ha già lasciato il meglio dietro di sé sebbene abbia cercato di trovare condizione, dimensione e soddisfazioni in Spagna. Missione, per ora, evidentemente fallita.