Il tradimento di Giggs: “Sir Alex non cambiava mai nulla, io mi ispiro a Van Gaal…”

Tredici titoli di Premier League, tutti assieme a Sir Alex Ferguson. Pochi hanno avuto la possibilità di essere allenati per due decenni da un tecnico vincente e carismatico come lo scozzese, ma tra questi c’è certamente Ryan Giggs. Che però ha tradito il maestro, preferendo seguire gli insegnamenti…di Van Gaal!

di Redazione Il Posticipo

Tredici titoli di Premier League, tutti assieme a Sir Alex Ferguson. Pochi hanno avuto la possibilità di essere allenati per due decenni da un tecnico vincente e carismatico come lo scozzese, ma tra questi c’è certamente Ryan Giggs. Il gallese ha seguito le orme del maestro ed è diventato anche lui allenatore, prendendo le redini della sua nazionale dopo aver fatto un po’ di gavetta come vice al Manchester United. Ma proprio in quel periodo, è nato nel suo cuore…il tradimento. Come ha raccontato a The Athletic, Giggs non si ispira a Sir Alex nel suo modo di gestire Bale e compagni, ma preferisce seguire gli insegnamenti di Van Gaal.

NESSUNA SORPRESA – Due metodologie molto diverse, vissute anche in ruoli differenti. “Ho giocato per Sir Alex per una ventina di anni e il boss dava sempre la formazione un’ora e mezza prima del calcio d’inizio. C’erano occasioni, come quella contro il Barcellona in Champions nel 2008, in cui magari voleva provare qualcosa di nuovo, ma quasi sempre tutti quanti sapevano quello che dovevano fare. C’era giusto qualche aggiustamento qua e là di tanto in tanto. Ma Ferguson pensava che se i giocatori fossero stati sorpresi da qualche cambiamento, non avrebbero avuto abbastanza tempo per concentrarsi su quello che dovevano fare”.

PREPARAZIONE – Van Gaal, di cui è invece stato il vice, ha portato a Old Trafford un modo nuovo di intendere il lavoro. “Con Louis si lavorava molto di più sull’aspetto tattico, sull’inserimento di nuovi giocatori, su diversi modi di giocare e di interpretare la partita. Si capiva che era arrivato ad allenare le squadre di club portandosi dietro la sua mentalità da commissario tecnico riguardo aspetti come le riunioni e la preparazione dei match”. Dunque, l’insegnante migliore per chi è finito a fare il selezionatore… “Per me, visto che il mio primo lavoro è stato da CT, è stato perfetto imparare da lui. E nella partita contro la Slovacchia, ho detto ai miei la formazione due giorni prima. Ho fatto il meeting prepartita e li ho mandati a fare una partitella 11 contro 11, quello è il momento in cui hanno saputo chi avrebbe giocato. Non voglio che calciatori che magari non hanno mai giocato una partita con la nazionale abbiano lo shock di sapere che scenderanno in campo pochi minuti prima del fischio di inizio”. Chissà invece quanto sarà sotto shock…Sir Alex.

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