Il Superclasico è…una questione di Stato: Macri contro il governo di Buenos Aires, “i tifosi avversari ci devono essere!”

La finale di Libertadores sarà un doppio Superclasico indimenticabile. Anche per le forze dell’ordine, che dovranno occuparsi della sicurezza a Buenos Aires. E il fatto che il Presidente della Repubblica vuole che nello stadio dei rivali ci siano anche i tifosi ospiti non fa altro che creare più preoccupazioni!

di Redazione Il Posticipo

La finale di Libertadores sarà tra River Plate e Boca Juniors, un doppio Superclasico nel giro di neanche un mese che vale la gloria eterna per chi vince e una vergogna infinita per chi uscirà dal confronto con la medaglia…de plata, come dicono da quelle parti. Tutti contenti, soprattutto gli amanti del calcio sudamericano, che si troveranno di fronte a uno spettacolo certamente indimenticabile. Tutti, tranne chi si dovrà occupare della sicurezza a Buenos Aires. Del resto, il Superclasico non è esattamente una partita come le altre, figurarsi quando vale la Champions del Sudamerica. Considerando che qualche stagione fa sono stati necessari i lacrimogeni in campo, c’è da immaginare quanto un doppio scontro possa far perdere il sonno a molti.

MACRI – Ma non al Presidente della Repubblica, Mauricio Macri. Che, tra le altre cose, è stato Governatore di Buenos Aires e…presidente del Boca. Il che lo rende, in teoria e anche in pratica, la persona più adatta a parlare della questione. E come riporta AS, Macri ha una speranza. Che entrambe le partite possano vedere la presenza nello stadio dei rivali della tifoseria avversaria. Vale a dire, riservare posti per i tifosi del River alla Bombonera e poi ricambiare il favore a quelli del Boca nella partita decisiva al Monumental. Una miscela potenzialmente più che esplosiva, al punto che su questa idea ha detto la sua Martín Ocampo, responsabile della sicurezza della Municipalità di Buenos Aires. Proprio quella che Macri ha guidato dal 2007 al 2015.

BOTTA E RISPOSTA – “Non è fattibile un Superclasico con i tifosi ospiti. Il calcio deve cambiare. Se mi dicessero che non ci saranno violenze e pericoli per nessuno, lo organizzerei domani mattina. Ma se questa storia mette a rischio la vita anche di un solo cittadino di Buenos Aires, la decisione sarà sempre negativa”. Macri però non ci sta e su Radio La Red spiega di nuovo la sua posizione. “Mi ricordo la semifinale che abbiamo vinto contro il River e lo stadio tutto in silenzio, quello non è calcio. Questa doppia finale è irripetibile, perchè poi cambierà il regolamento. Tutti dobbiamo scendere a compromessi affinchè si giochi con i tifosi avversari nello stadio. Dobbiamo dimostrare che stiamo cambiando e che, nonostante la rivalità, nulla può giustificare la violenza. E quindi cercheremo un accordo tra Governo e Municipalità di Buenos Aires per far sì che ci siano anche gli ospiti”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy