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Il segreto di Van der Sar: “Si allenava tre volte a settimana, il venerdì gli facevano tre tiri e poi…”

Il segreto di Van der Sar: “Si allenava tre volte a settimana, il venerdì gli facevano tre tiri e poi…” - immagine 1
Calciatori che per alcune squadre sono leggende, altrove sono considerati...delle calamità. Un esempio? Edwin van der Sar, ricordato con poco affetto alla Juventus, ma idolo all'Ajax e allo United. Il tutto nonostante...ritmi tutti suoi....

Redazione Il Posticipo

Il calcio è uno sport strano. E calciatori che per alcune squadre e tifoserie sono delle vere e proprie leggende, in altri luoghi sono considerati...delle calamità. Un esempio facile facile? Edwin van der Sar. Il portiere olandese si è fatto un nome ai tempi dell'Ajax di Van Gaal, con cui ha vinto una Champions League in finale contro il Milan, per poi ripetersi nella parte finale della sua carriera con il Manchester United. E sia all'Amsterdam Arena, dove ora è un dirigente, che a Old Trafford il suo nome è sinonimo di qualità. Non si può dire lo stesso riguardo la Juventus, visto che nelle sue due uniche stagioni in bianconero il portiere è stato protagonista in negativo di due scudetti sfuggiti alla squadra di Ancelotti...

Portiere sottovalutato

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Ma guai a parlar male di Van der Sar dalle parti di Manchester. Il tutto nonostante non è che l'olandese fosse uno di quelli ligissimi al dovere... Lo ha raccontato un suo ex compagno di squadra e di reparto, Ben Foster, parlando a talkSPORT. L'inglese ha spiegato che Van der Sar è una leggenda dei Red Devils, ma che quando si trattava di allenarsi il tulipano non era tra i più felici. Eppure... "Non c'è un portiere al mondo che possa fare per il Manchester United quello che ha fatto Edwin Van der Sar. Se era sottovalutato? Assolutamente sì, tantissimo, per il fatto che quando è arrivato al Manchester United era nella fase finale della sua carriera, aveva 35 o 36 anni".

Tre volte a settimana

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E forse persino Sir Alex Ferguson pensava di usarlo come...portiere pronto all'uso per poi sostituirlo con un giovane. E invece l'olandese resta dal 2005 al 2011, giocando sempre da titolare, prima di ritirarsi e lasciare il posto a De Gea. Il tutto, spiega Foster, con i suoi ritmi...molto blandi! "Veniva ad allenarsi forse tre volte a settimana. E mi ricordo che a volte il venerdì scendeva in campo, gli facevano tre o quattro tiri contati, magari non li parava neanche, prendeva il pallone, lo stringeva un po' e diceva all'allenatore dei portieri 'ok, ho finito'. Al preparatore stava bene e Edwin se ne andava. Ma questo perchè sapeva che contava solo il sabato, nella sua testa era già pronto alla partita e sapeva quello che doveva fare. Era incredibile". E chissà che la sua longevità agonistica non sia dipesa...anche da questi metodi!