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Rabiot e la costante presenza di mamma Veronique: dietro c’è un dramma familiare…

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A un'analisi superficiale, per descrivere Adrien Rabiot basterebbe un modo di dire abbastanza comune: "cocco di mamma", visto che la signora Veronique gli fa da madre e da agente. Ma la storia non è così semplice come sembra...

Redazione Il Posticipo

La Juventus non vede l'ora che mamma Veronique dica "si" allo United. A un'analisi superficiale, per descrivere Adrien Rabiot basterebbe un modo di dire abbastanza comune: "cocco di mamma". Del resto la signora è sempre presente, fisicamente e non, quando si parla di suo figlio. Una cosa è certa: chiunque vorrà portare Rabiot nella sua squadra, farà bene a non inimicarsi Madame Veronique. Ma la storia non è così semplice come sembra...

DRAMMA

La presenza costante, quasi ossessiva, della madre di Rabiot ha origini lontane e molto tristi. Come raccontato qualche a tempo fa dal Mundo Deportivo, a far innamorare il piccolo Adrien del pallone è stato papà Michel. Ma nel 2007, quando il futuro calciatore aveva appena 12 anni, il signor Rabiot è stato colpito da una patologia neurologica che con il tempo lo ha paralizzato completamente. Padre e figlio hanno comunicano solamente con lo sguardo e con il movimento delle palpebre sino alla morte sopraggiunta nel 2019. Da sempre, dunque, la signora Veronique è molto attenta affinché gli occhi di Adrien siano sempre colmi di felicità. Per questo non permette che le necessità del centrocampista vengano sopraffatte da logiche societarie. Un atteggiamento che ovviamente le ha creato negli anni molti nemici.

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SITUAZIONE

E Rabiot, come vive questa situazione? Sino a che ha vissuto a casa, è voluto rimanere il più vicino possibile a chi ha creduto in lui. E da questa scelta è stato dettato anche il rifiuto della convocazione da riserva per il mondiale 2018, che, come raccontano oltre i Pirenei, è legato alle vicende familiari del centrocampista. Rabiot avrebbe voluto regalare a suo padre un mondiale da protagonista. Avrebbe voluto sapere suo padre emozionarsi per suo figlio con la maglia dei "Bleus". Ed essere inserito nei possibili sostituti in caso di infortunio non avrebbe certo sortito l'effetto desiderato. Una decisione che gli è costata probabilmente un titolo di Campione del Mondo. Insomma, tanti aneddoti legati da un minino comune denominatore che rende la signora Rabiot "mamma" nel senso più pieno del termine.