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Il segreto della Juventus: Bendtner e gli altri, quante teste calde raffreddate e…vincenti

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Nessuna squadra come la Juventus riesce ad ammansire e "raffreddare" animi e teste calde. Anche i calciatori più esuberanti hanno dovuto allinearsi allo stile bianconero. Del resto, come dimostra Bendtner, a Torino funziona così...

Redazione Il Posticipo

INDISCIPLINATI

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Torino, città dallo stile sabaudo. In questo senso, nessuna squadra come la Juventus riesce ad ammansire e "raffreddare" calciatori dagli animi fumantini. Si potrebbe parlare di Effetto Juventus: una lunga serie di teste calde...raffreddate e vincenti. Del resto, a Torino funziona così. E nel corso degli anni persino calciatori decisamente esuberanti, quando hanno vestito il bianconero si sono allineati alle rigide regole sabaude. Basti pensare a Bendtner. Il danese, che nella sua carriera appena terminata si è fatto un nome anche (se non soprattutto) per parecchi comportamenti al di sopra delle righe, a Torino passa praticamente inosservato. E non è il solo.

INCOSTANTE

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
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Rispetto alle altre società, la Juventus è un’altra cosa e la differenza è evidente. Tanti calciatori sono finiti nei guai lontano da Torino, ma alla Continassa erano...ammansiti e vincenti. Il caso più esemplare è quello di Mutu, che fuori dall’ambiente Juventus si è perso nei suoi vizi. In bianconero invece è stato protagonista della sua unica vittoria tricolore: 7 reti nel 2006 anche se lo scudetto sarà poi revocato.

A TUTTA BIRRA...

 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
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Altro "tipino" niente male. Arturo Vidal. La sua straripante fisicità gli permette di resistere a una vita non esattamente congeniale a un atleta e il periodo trascorso alla Juventus, rispetto a quante ne ha combinate in carriera, è tutto sommato relativamente tranquillo. Nella sua esperienza in bianconero sfascia la sua fuoriserie in un incidente, è protagonista di diverse risse, ma i casi più clamorosi si registrano sempre lontano da Torino dove mal sopportano la sua "estrosità" fuori dal campo. Ceduto al momento giusto: nel 2015 lascia la Juventus dopo quattro stagioni e sette trofei e 48 gol. Non inciderà più di tanto a Monaco di Baviera e tantomeno a Barcellona, mentre con l'Inter finora sono luci e ombre.

ROCK'N GOL

 (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
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Indubbiamente Osvaldo è un personaggio sui "generis". Piedi da calciatore, aspetto da sciupafemmine e testa da rocker. Impossibile, per uno così, concentrarsi esclusivamente sul calcio che lo rende ricco ma non felice. La sua esperienza nei vari spogliatoi finisce spesso a schiaffoni con i compagni e polemiche con i tecnici ma i mesi passati alla Juventus sono...illibati. Osvaldo passa dal rock'n gol alla...musica da camera. Elegante. Ma dura poco, quanto basta però a vincere lo scudetto dei record di Conte.

JE NE VEUX PLUS

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Anelka, genio e sregolatezza del calcio transalpino. Talento purissimo ma atteggiamenti a volte sopra le righe. Una sorta di Balotelli d’oltralpe. La sensazione di un campione inespresso. Le sue potenzialità rimangono inesplorate e comunque sprecate, divorate da un carattere rabbioso e complesso. Alla Juventus non lascia molte tracce di sè ma riesce comunque a vincere e...soprattutto a non eccedere in comportamenti oltre le righe. Un record.

BISBETICO DOMATO

 (Photo by Handout/UEFA via Getty Images)
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Matto sì, ma anche straordinariamente vincente. DaniAlves resta appena una stagione in bianconero, quanto basta per sfiorare una Champions e centrare il double. La sua esperienza alla Juventus "lievita" solo a fine stagione complice un infortunio evidentemente complicato da smaltire ma il calciatore brasiliano è stato a lungo a "briglie legate" come evidenziano diverse dichiarazioni, non proprio tenere, rilasciate verso la società e l'ambiente bianconero. Rescinde e saluta. Bisbetico, ma domato. E comunque vincente.

EVRA

 (Photo by Christopher Lee/Getty Images)
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Indossa parrucche. Morde e schiaffeggia i polli. Si traveste da panda, va al mare con i maiali, beve il proprio sudore, prende a calci i tifosi. Si deve difendere da accuse di omofobia. Insomma, le stravaganze di Evra superano di gran lunga le sue giocate. Alla Juventus, nell'ultima stagione in bianconero, è stato insoddisfatto ma lo ha lasciato trapelare solo alla fine e lontano da Torino dove bocca e comportamenti sono stati tenuti ben sotto controllo.

IBRACADABRA

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Alla Juventus non era ancora il magniloquente Ibra, o forse sì, ma non lo scopriremo mai. L'unica certezza è che in bianconero persino uno dall'ego smisurato come lo svedese si è messo in fila come gli altri per allenarsi e sudare per conquistarsi un posto in squadra. La formula "Juventus + Capello" del resto, raffredderebbe qualsiasi testa calda. Anzi la personalità smisurata di Ibra era messa al servizio del gruppo. Eloquente una sua dichiarazione. "Quella Juventus? Vinceva nel tunnel"... Di una sua lite furiosa con Moggi si saprà soltanto nella sua autobiografia. Il resto è nelle stanze segrete e inviolabili di una società che è capace come nessuno di lavare i panni sporchi in casa e stendere gli avversari.