Batistuta, il ruggito del Re Leone: “Non possiamo essere complici dell’agonia del calcio argentino”

Gabriel Omar Batistuta si sfoga su Twitter contro quello che sembra l’inesorabile declino del calcio albiceleste. Tra partite rinviate e una nazionale senza un progetto, Batigol è preoccupato per il futuro calcistico dell’Argentina.

di Redazione Il Posticipo

Gabriel Omar Batistuta di Superclasico ne sa qualcosa. Del resto, in campo a due anni ha giocato con entrambe le maglie delle squadre che si disputeranno la Copa Libertadores a Madrid. Prima al River, dove ha avuto modo di entrare in contrasto con Passarella, e poi al Boca, dove invece si è trovato a meraviglia con il Maestro Tabarez. Non stupisce dunque che gli occhi del Re Leone fossero puntati sulla finalissima, che però poi non si è giocata. E l’ex bomber della Fiorentina e della Roma non le ha mandate a dire sul suo profilo Twitter. “Un’altra opportunità perduta davanti al mondo intero che ci guarda. Che vergogna”.

CRISI – Insomma, a Batigol non sono per niente piaciute le scene di guerriglia urbana che hanno seguito l’assalto al pullman del Boca da parte dei tifosi del River. Ma forse al membro della Hall of Fame della nostra Serie A piace ancora di meno la scelta del luogo in cui giocare la finalissima. Andarsene lontano dall’Argentina, anzi addirittura in un altro continente, è un segnale importante: quello che il calcio albiceleste sta vivendo una profonda crisi. E non solo di risultati, come dimostra una bacheca desolatamente vuota ormai da venticinque anni. Da una Copa America vinta nel 1993, in cui Batigol ha dato il suo contributo con una doppietta in finale.

AGONIA – E quindi, arriva la bordata del bomber, che come faceva in campo non ci va certo leggero. “River-Boca si gioca al Bernabeu. La Superliga non ha ancora un calendario. La nazionale argentina ha un progetto a sei mesi. Non possiamo essere complici dell’agonia del calcio argentino”. Questo il polemico tweet di Batistuta, che oltre al Superclasico affronta anche altri problemi che affliggono ormai da un po’ il pallone albiceleste. In primis la mancanza di organizzazione seguita al rinvio del match del Monumental, che ha costretto il campionato a cancellare diversi match in programma, senza sapere quando verranno recuperati. E poi la nazionale, con la conferma di Scaloni fino alla Copa America, a cui in effetti mancano circa sei mesi, ma senza idee chiare per il futuro. Insomma, il Re Leone soffre per il calcio di casa sua e ruggisce. E vai a vedere che alla fine toccherà a lui diventare…il re della giungla del pallone argentino.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy