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Il ritorno dello Zar: Abramovich rimette piede a Londra dopo tre anni…senza Chelsea

(Photo by Paul Gilham/Getty Images)

Una proprietà assente è sinonimo di poche vittorie? No, almeno a giudicare dai campioni d'Europa in carica. Abramovich, infatti, non metteva piede a Londra...da tre anni per problemi di visto. Eppure il Chelsea non se la passa così male...

Redazione Il Posticipo

Quando un magnate straniero acquista una società di calcio, tra i tifosi serpeggia quasi sempre un po' di malumore. Del resto, non è detto che il nuovo proprietario abbia il tempo di stare appresso a tutto quello che comporta la gestione di un club, nè che abbia la residenza nella nazione in questione. A Roma i tifosi giallorossi hanno apprezzato molto la costante presenza dei Friedkin, che a differenza di quanto fatto da Pallotta sono spesso (se non sempre) allo stadio e comunque passano parecchio tempo in città. Ma una proprietà assente è sinonimo di poche vittorie? No, almeno a giudicare dai campioni d'Europa in carica. Abramovich, infatti, non metteva piede a Londra...da tre anni.

VISTO - Lo racconta l'Independent, spiegando che il magnate russo è finalmente potuto tornare nel Regno Unito dopo un'assenza prolungata. Tutto comincia nel 2018, quando le relazioni tra i britannici e la Russia di Putin si raffreddano parecchio, a causa di alcuni casi di spionaggio non molto apprezzati oltremanica. La reazione diplomatica è quella di rendere la vita complicata ai russi che vogliono entrare nel Regno Unito, inasprendo il regime dei visti. Risultato, Abramovich non riesce a rinnovare il suo visto, che scadeva nel 2018, ed è costretto a rimanere...in esilio, pur rimanendo uno degli uomini più ricchi della nazionale. Nonchè il proprietario di uno dei club più in vista del mondo, che nel 2021, in assenza del magnate, ha anche vinto la sua seconda Champions.

PASSAPORTO ISRAELIANO - Per evitare il blocco, però, lo Zar ha tirato fuori un coniglio dal cilindro. Non potendo rientrare nel Regno Unito da...suddito di Putin, lo ha fatto da cittadino di Israele, visto che le sue origini gli hanno permesso di ottenere il passaporto e che il governo israeliano non è certo sulla blacklist di Londra. Certo, la pandemia ha ritardato parecchio il suo ritorno, considerando che ormai il documento israeliano Abramovich ce l'ha da parecchio, ma alla fine il russo ha potuto riabbracciare la sua famiglia. E già che c'è, potrebbe sfruttare l'occasione per buttare un occhio a Cobham e salutare sia i giocatori che il tecnico. Che però, risultati alla mano, anche senza il proprietario in giro non è che facciano poi così male.