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Il rimpianto bianconero di Aogo: “Avevo un’offerta dalla Juventus, ma volevo costruire qualcosa all’Amburgo…”

Dire di no a una grandissima squadra, per poi ritrovarsi con in mano un pugno di mosche. Succede, perchè nella carriera di un calciatore si fanno delle scelte e a volte si sbaglia decisamente. È il caso di Dennis Aogo, che una decina di anni fa...

Redazione Il Posticipo

Dire di no a una grandissima squadra, per poi ritrovarsi con in mano un pugno di mosche. Succede, perchè nella carriera di un calciatore si fanno delle scelte e a volte si sbaglia decisamente. È il caso di Dennis Aogo, difensore tedesco di origini nigeriane, attualmente svincolato. A 33 anni il momento migliore della sua storia calcistica è passato, come dimostra la rescissione lampo con l'Hannover dopo appena qualche mese per motivi fisici. Eppure c'è stato un momento in cui il teutonico poteva arrivare in Italia e vestire addirittura la maglia della Juventus. Un'offerta che, come spiega lui stesso a SPOX, avrebbe dovuto accettare.

JUVENTUS - Tra 2008 e 2013 Aogo gioca all'Amburgo, una società dalla storia importante. Non importante quanto la Juventus, che all'epoca (si parla di circa dieci anni fa) è in piena ricostruzione, ma che ha puntato il tedesco per la sua retroguardia. Il possibile acquisto di Aogo diventa un vero e proprio tormentone, che dura una stagione intera. Poi però arriva il no, per motivi che faranno certamente piacere ai suoi ex tifosi... "Quando ero all’Amburgo avevo un’offerta della Juventus, sarebbe stata una grandissima sfida. Al tempo, però, ero convinto di voler costruire qualcosa all’Amburgo come uno dei leader, motivo per cui non ho considerato un trasferimento".

RIMPIANTO - Con il senno di poi, non una grandissima idea. Eppure all'epoca Aogo aveva anche conquistato la nazionale e forse, mettendosi in luce con addosso la maglia bianconera, avrebbe anche potuto staccare il biglietto per la vittoriosa spedizione della Mannschaft al mondiale brasiliano. Un rimpianto che non si cancella, anche alla luce dei passi successivi della sua carriera: Schalke, Stoccarda e Hannover, con tanto di retrocessione con la maglia del club svevo e un infortunio al ginocchio che gli ha praticamente compromesso gli ultimi anni. "Ripensandoci oggi, fu molto ingenuo da parte mia. Ma quando si parla di calcio sono un romantico”.