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Il rimpianto azzurro di Hübner: “Avrei meritato cinque minuti nel 2002. Oggi vanno in duecento in nazionale, poi spariscono…”

Non solo Saadi Gheddafi e la grappa. Dario Hübner ne ha di storie da raccontare e in un'intervista per presentare il suo libro, "Mi chiamavano Tatanka", passa in rassegna anche altri ricordi di un calcio che forse non c'è più.

Redazione Il Posticipo

Non solo Saadi Gheddafi e la grappa. Dario Hübner ne ha di storie da raccontare e in un'intervista a Quotidiano.net per presentare il suo libro, "Mi chiamavano Tatanka", passa in rassegna anche altri ricordi di un calcio che forse non c'è più.

LADY DIANA E L'INTER - Un mondo del pallone in cui un calciatore, atteso dal debutto a San Siro, passa l'intera nottata ad informarsi su un evento che passerà alla storia. Poche ore prima della sua prima partita in Serie A, con la maglia del Brescia contro l'Inter di Ronaldo il Fenomeno, Hübner si incolla al televisore, perchè è appena arrivata la notizia della morte di Lady Diana in un incidente a Parigi. Importante? Per Tatanka, abbastanza da tralasciare il sonno. "Sì, ero appena entrato in hotel, quando accesi la tv e vidi le edizioni straordinarie. Ho sempre avuto un debole per i fatti storici, così non scollai più gli occhi dallo schermo. Ma il giorno dopo, contro l’Inter, davanti a quella cornice di pubblico, ero fresco come una rosa: perché io ero così”.

RIMPIANTO AZZURRO - Quella partita rischia di diventare leggenda, perchè Hübner segna e per poco quel Brescia non fa uno scherzetto all'Inter di Simoni. Peccato che anche dall'altra parte del campo ci sia un ragazzo dal talento enorme ma discontinuo, che però decide che quel giorno gli va di giocare... “Peccato che poi la doppietta di Recoba rovinò tutto: avrà fatto cinque-sei partite buone, una proprio contro di me. Ma il mio gol è rimasto comunque nella storia, lo riguardo ogni tanto su Youtube. Pochi giorni fa un mio amico mi ha taggato su Facebook e, ammetto, mi sono rivisto di gusto”. Per Hübner poi un sali e scendi tra A e B, prima della stagione della consacrazione: nel 2001/02 a Piacenza fa 24 reti ed è capocannoniere assieme a Trezeguet. Quell'estate ci sono i mondiali in Giappone e Corea del Sud. Tatanka ci spera ma alla fine la convocazione del Trap non arriva, nè prima della Coppa del Mondo nè per il viaggio in Oriente. “Il mio rimpianto più grande: non volevo un Mondiale, mi bastavano 5 minuti. Credo me li meritassi. Oggi in duecento indossano l’azzurro, poi spariscono dal calcio”. Qualcosa che al mito di Dario Hübner difficilmente accadrà in tempi brevi.