Il ricambio generazionale dell’Argentina di Scaloni: mai così tanti volti nuovi dagli anni Novanta

Dopo lo shock mondiale la nazionale argentina riparte da Lionel. Non Messi ma Scaloni! Il nuovo CT dell’Albiceleste ha deciso di operare una rivoluzione: fuori i senatori e… largo ai giovani.

di Redazione Il Posticipo

Sono molti i grandi giocatori che, chi per un motivo e chi per un altro, nell’ultimo periodo hanno dato l’addio alle rispettive nazionali. Basterebbe pensare a Özil e Gomez per la Germania o a Iniesta e Piqué per la Spagna. Ma in Argentina, oltre a Mascherano, a nessuno è venuto in mente di fare un passo indietro dopo il disastroso mondiale. E quindi se il passo indietro necessario non viene fatto deve esserci qualcuno che forzi un po’ la mano. Detto, fatto: esonerato Sampaoli e la palla passa per il momento a Scaloni.

NIENTE MESSI – Sono state molte le polemiche suscitate dalla possibilità che a decidere la formazione al Mondiale fosse Messi e non Sampaoli. Ironia della sorte il sostituto di Jorge sulla panchina Albiceleste si chiama proprio Lionel, Lionel Scaloni e, tra l’altro, anche l’altro Lionel sembra essere in discussione, data la sua esclusione (a causa della volontà di prendersi una pausa) dalla prima lista dei convocati del nuovo CT. Eppure non è solo il trono di Messi ad essere in pericolo. Tutta la vecchia guardia sembra in procinto di essere sostituita da giocatori più giovani, forse con più voglia e un po’ più di spirito di squadra. Non più Higuain ma Icardi; niente Agüero ma Lautaro; per non parlare dell’assenza di Biglia che verrà sopperita da Paredes. Si salvano dalla “ghigliottina” di Scaloni Dybala, Tagliafico, Armani, Pavon, Mercado e altri giovani. 

RICAMBIO GENERAZIONALE – I nomi nuovi nella lista dei convocati per le amichevoli settembrine contro Guatemala e Colombia, oltre a quelli già citati, dovrebbero essere quelli di Geronimo Rulli, per proteggere i pali; German Pezzella, Santi Ascacibar, Franco Cervi, Rodrigo Battaglia e Giovanni Simeone. Ci sarà anche Franco Vazquez, nonostante sia stato nel giro della nazionale italiana e alcuni giovani e interessanti profili che giocano nei maggiori campionati sudamericani come Walter Kannemann, vincitore della scorsa Copa Libertadores con il Gremio, Fabricio Bustos e Alan Franco dell’Indipendiente, Gonzalo Martinez, Ezequiel Palacios, Matias Vargas del Velez e Lionel Di Placido del Lanus. Le porte per i grandi nomi della vecchia guardia non sono del tutto chiuse ma pare che Scaloni, supportato da Pablo Aimar e Matin Tocalli, abbia deciso di operare questo ricambio generazionale per restituire al mondo del calcio un’Argentina più squadra e meno agglomerato di top player che non sembrano parlare la stessa lingua. Una piccola grande rivoluzione, che riporta con la memoria agli anni Novanta, con l’inizio del ciclo di Passarella e l’addio ai protagonisti del secondo mondiale. Basterà per dare una nuova identità all’Albiceleste?

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