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Il realismo di Toldo: “Abituiamoci alle porte chiuse, se deve essere il male minore…”

L'ex portiere Francesco Toldo, oggi dirigente sportivo, parla di calcio fra presente, passato e futuro. E più di Euro 2000, lo ha divertito il gol segnato alla Juventus...

Redazione Il Posticipo

L'ex portiere Francesco Toldo, oggi dirigente sportivo, ha parlato a Stadio Aperto, trasmissione in onda sulle frequenze di TMW Radio. Dall'isolamento ai ricordi di campo, il dirigente ha parlato un po' di tutto.

ISOLAMENTO - Difficile gestire l'isolamento dopo diverse settimane. "All'inizio i giorni passavano, ma più avanti vai più ti rendi conto che la distanza dalle altre persone pesa, soprattutto nei ragazzi. Adesso serve ancora maggiore pazienza,  ma dobbiamo dare l'esempio ai nostri ragazzi. La velocità del contagio nel fare il giro del mondo mi ha davvero sorpreso. Finché vedevamo le immagini della Cina qualcuno avrà pensato "chi se ne frega" poi dopo pochi giorni eravamo più coinvolti di loro".

PROSPETTIVE - Sarà una settimana cruciale per il calcio: "Avrei mollato. Ci vediamo a settembre pronti e preparati senza assegnare lo Scudetto. Ammiro quanto fatto dal basket e dal rugby ma nel calcio gli equilibri sono regolati dall'economia.  Dovremo abituarci a vedere le partite senza spettatori in televisione: se deve essere il male minore, decidano così. Sarà una ripartenza lenta. Purtroppo, come nell'economia, diverse realtà ci lasceranno le penne, sta al Governo aiutarli. Vedo le difficoltà dei giovani italiani ad arrivare in gran numero in A, bisogna dare una spinta per ridare un impulso al movimento".

RICORDI - Spazio anche ai ricordi: "Tutti si ricordano Euro 2000. Io mi son reso conto della cassa di risonanza perché a vent'anni di distanza ancora me la ricordano. Qualche segreto me lo sono tenuto, però io avevo già immaginato tutto la sera prima, mi sono auto-convinto. Un misto di convinzione, tenacia e spavalderia, abbinati al talento, fanno sì che arrivi a vincere partite e alzare trofei, raggiungendo il proprio sogno". E il gol alla Juventus. "Mio. Siamo amici, con Vieri, e ancora ne ridiamo su. Fu divertentissimo perché non pensavo di segnare a Siro contro la Juventus davanti a 80mila tifosi. Credo sia stata la cosa più divertente che mi sia mai capitata nel calcio. Il portiere che più mi somiglia è Handanovic: è sempre tranquillo, concentrato. Mi piace molto".