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Il “titolo” di Kanté: “Ho continuato a studiare, sono un ragioniere”

Il “titolo” di Kanté: “Ho continuato a studiare, sono un ragioniere” - immagine 1

C'è qualcosa che N'Golo Kanté, che sei anni fa è arrivato al Leicester, non sappia fare? Evidentemente no, considerando che prima di diventare professionista il francese ha rischiato di finire dietro una scrivania a far di conto, in stile...

Redazione Il Posticipo

La domanda sorge spontanea. C'è qualcosa che N'Golo Kanté non sappia fare? Campione d'Inghilterra per due volte consecutive con Leicester e Chelsea, Campione d'Europa con i Blues, Campione del Mondo nel 2018. Il compagno di squadra perfetto, che non cerca i riflettori, anzi. Tutto ciò che interessa al francese è giocare a calcio. E pensare che questo tesoro del pallone, uno dei giocatori più moderni e sottovalutati del panorama mondiale, ha rischiato di finire dietro una scrivania a far di conto, in puro stile Fantozzi.

STUDIO - Già, perché è difficile immaginarlo ora, ma c'è stato un momento della sua carriera in cui Kanté non pensava che il calcio gli avrebbe dato da vivere. Lo ha raccontato lo stesso centrocampista del Chelsea a Sky Sports, ricordando gli anni nelle divisioni inferiori francesi. Quando tra una panchina e l'altra, il futuro campione del mondo studiava per diventare...il Ragionier Kanté. "Ero a Boulogne, facevo parte della seconda squadra. Eravamo prima in sesta e poi in quinta divisione e naturalmente non eravamo considerati dei calciatori professionisti. Quindi ho preferito continuare a studiare, anche perché non ero sicuro che avrei potuto guadagnarmi da vivere con il calcio".

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RAGIONIER KANTÉ - Materia preferita? Matematica, perché il percorso di studi di Kanté ha a che fare con i numeri. "A diciotto anni mi sono diplomato, poi ho continuato il mio percorso e ho studiato ragioneria per altri due anni. Quando poi sono arrivato in prima squadra ho firmato un contratto da professionista. Solo a quel punto ho smesso di studiare". Un "titolo" anche se non sportivo che arricchisce comunque la sua bacheca. "Sono comunque un ragioniere certificato, ma ora preferisco concentrarmi sul calcio". Il che, tra l'altro, gli riesce molto bene. Una fortuna dunque che l'allenatore del Caen, Patrice Garande, abbia deciso di dargli una chance portandolo in Ligue 2 nel 2013. Senza la sua chiamata, forse qualche azienda avrebbe guadagnato un buon contabile e il calcio perso uno splendido interprete.