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Il primo ministro bavarese: “Giusto pensare a vaccino obbligatorio per i calciatori, sarebbe segnale di unità”

Il primo ministro bavarese: “Giusto pensare a vaccino obbligatorio per i calciatori, sarebbe segnale di unità”

Con la Germania in allerta per l'aumento dei contagi della quarta ondata, la discussione sui vaccini torna a coinvolgere anche il calcio. E il primo ministro bavarese Markus Söder ha detto la sua riguardo una eventuale obbligatorietà del vaccino

Redazione Il Posticipo

Con la Germania in allerta per l'aumento dei contagi della quarta ondata, la discussione sui vaccini torna a coinvolgere anche il calcio. Il tutto anche perchè prima della sosta la Germania ha dovuto rinunciare a Gnabry, Kimmich, Musiala e Süle, finiti in quarantena per la positività al Covid-19 di quest'ultimo. In realtà con i quattro hanno viaggiato anche altri calciatori del Bayern Monaco, compreso capitan Neuer, e di altre squadre, ma rispetto a chi è dovuto finire in isolamento c'è una differenza non da poco: chi è potuto rimanere con la squadra era vaccinato. Ecco perchè la scorsa settimana più di qualcuno ha chiesto al commissario tecnico Flick se avrebbe deciso di convocare solo ed esclusivamente calciatori già vaccinati.

OBBLIGATORIETÁ - L'ex allenatore del Bayern Monaco ha glissato, spiegando che è un qualcosa a cui si potrà pensare solo se sarà necessario, ma c'è qualcuno che non si morde certo la lingua. Parlando a BildTV, il primo ministro bavarese Markus Söder ha detto la sua riguardo una eventuale obbligatorietà del vaccino per determinati gruppi di lavoratori. Tra cui per il politico della CSU dovrebbero esserci anche i calciatori. "Io sono assolutamente in favore della vaccinazione obbligatori per alcuni tipi di lavoratori. È un qualcosa di cui abbiamo bisogno. E credo che sia un buon segnale il fatto che stiamo discutendo qualcosa del genere anche per il calcio. Penso che sia un segnale di unità tra tifosi e giocatori". Giocatori che però non sembrano poi così convinti.

NO-VAX - Al Bayern i non vaccinati sono i quattro che sono stati mandati in quarantena, ma ce ne sono anche altri, almeno a sentire Paul Breitner, che qualche giorno fa ha spiegato che con lui ancora in società tutti quelli che ancora non si sono immunizzati sarebbero andati ad allenarsi...in montagna. Paradossale la situazione di Kimmich, che da una parte combatte contro il Covid attraverso una fondazione, ma allo stesso tempo non ha voluto vaccinarsi, finendo poi a casa vista la positività di Süle. E anche altrove ci sono problemi, considerando che in Inghilterra sono molti i giocatori che non si sono vaccinati e che anche la stellina del Salisburgo Adeyemi, convocato anche lui dalla Germania e sull'aereo con i bavaresi, è tornato a casa per mancanza di immunizzazione. Insomma, un bel caos. E sembra difficile che le dichiarazioni del primo ministro bavarese possa tranquillizzare la situazione.