Il presidente del Malaga e un tweet…da bar: “Arbitro cieco!”

Una volta c’era un aggettivo universalmente riconosciuto per i direttori di gara che giudicavano male una o più chiamate: arbitro cieco. Un concetto molto diffuso, visto che arriva anche la testimonianza di un utilizzo anche nella Serie B spagnola. Da parte di un presidente…del Qatar.

di Redazione Il Posticipo

Quando un arbitro sbaglia una scelta, gli insulti sono all’ordine del giorno. Certo, ora come ora partono spesso e volentieri epiteti irripetibili, ma una volta c’era un aggettivo universalmente riconosciuto per i direttori di gara che giudicavano male una o più chiamate: arbitro cieco. O, in maniera più popolare, arbitro ciecato. Un’espressione così celebre che è stata inserita in libri e film e che ancora oggi, di tanto in tanto, riecheggia negli stadi di tutta Italia. Ma deve essere un concetto molto diffuso, visto che arriva anche la testimonianza di un utilizzo anche nella Serie B spagnola. Da parte di un presidente…del Qatar.

SCEICCO – Il soggetto in questione, neanche a dirlo, è l’ormai leggendario presidente del Malaga, lo sceicco Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani, per gli amici…Al Thani. Che non ha decisamente preso bene la sconfitta della sua squadra nella partita di Segunda Division contro l’Osasuna. Un match iniziato bene per gli andalusi, con un vantaggio esterno mantenuto fino a un quarto d’ora dalla fine. Poi sono iniziate le decisioni che al proprietario del club biancoceleste non sono piaciute per nulla. Prima un’espulsione per doppia ammonizione, poi quella contemporanea di un calciatore dei padroni di casa e uno degli ospiti, lasciando così il Malaga in 10 contro 9.

TWEET – E quando è finito il match, con la rimonta dei navarri che hanno portato a casa i tre punti, Al Thani non ha saputo trattenere un pizzico di vena polemica. Con il più classico degli “arbitro cieco”, ma naturalmente in versione 2.0. Dal suo account Twitter, che il presidente del Malaga utilizza con una certa frequenza per litigare con giornalisti, tifosi e persino con i suoi giocatori, arriva infatti un bel fotomontaggio del signor De la Fuente Gómez, l’arbitro del match, con tanto di occhiali scuri e cane guida. La didascalia, qualora servisse, è abbastanza chiara ed espressa in inglese, in spagnolo e in arabo. “Árbitro del partido ciego”. E giù con i tweet di risposta, tra applausi e prese in giro. Proprio come al bar.

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