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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. Per lo scudetto, con ogni probabilità, sarà un affare a due. Il Napoliha convinto, illuso e mollato. La lotta salvezza si infiamma: finché c'è Nicola, c'è speranza

Stefano Impallomeni

Per lo scudetto, con ogni probabilità, sarà un affare a due. Il Milan resiste al comando e mercoledì l'Inter a Bologna dovrà necessariamente vincere per andare in testa, anche se la squadra vista a Roma può davvero impensierire i campioni in carica. Contro una promettente Lazio, in avvio bella e sfrontata, i rossoneri si prendono campo e palleggio alla distanza, sfogando gioco in ogni modo possibile. Ci sono voglia, cuore, gamba più sciolta e la trequarti appare tornata ispirata come ai bei tempi. Tonali, ancora ottimo, sigilla i tre punti nel recupero grazie a una sciagurata giocata di Acerbi. Ma il gol nel finale è soltanto il dettaglio risolutivo di una partita condotta quasi a senso unico dal Milan in cui si rivedono gli strappi di Leao e un’aggressione costante del campo. L'assist decisivo è di Ibra, la palla recuperata a Marusic è di Rebic. Sono i due cambi di Pioli, che forse ritroverà più verve offensiva in un rush conclusivo molto incerto. Il Milan reagisce alla sconfitta patita nel derby con maturità e rabbia. L'Inter sta meglio, ma mai fidarsi del Diavolo.

NAPOLI, FOLLIE E RITIRATA - La notizia è che dietro alle due di testa, qualcosa, anzi molto, scompare e va in crisi. Il Napoli ha convinto, illuso e mollato. Spalletti e il club ordinano il ritiro permanente a Castel Volturno. Decisione presa dopo una delle pagine più buie degli ultimi anni. Il crollo del Napoli è servito e si consuma nella maniera più inattesa. A Empoli nessuno l'avrebbe immaginato e invece è successo. Incredibile al Castellani. Così probabilmente avrebbe chiosato il Maestro Sandro Ciotti, re delle radiocronache con Ameri negli anni '70-'80. Già è incredibile, ma tutto vero e triste. Napoli smarrito e colpevolmente inghiottito da una fragilità spaventosa, chissà quanto rimediabile da qui alla fine dei giochi. Non c'è due senza tre e la paura fa brutti scherzi. Sul groppone c’è un vuoto cognitivo improvviso: un solo punto conquistato fra Fiorentina, Roma ed Empoli. Il Napoli è una squadra con poche virtù e nuovi vizi. Altro che tattiche, stile di gioco, scelte, Mertens sì o Mertens no. Il problema è che si crea gioco a strappi e c’è un aspetto mentale molto labile, capace di condizionare ogni aspetto, specialmente la memoria di una squadra che aveva spesso fatto vedere belle trame di gioco. La sufficienza di Malcuit e il panico di Meret aprono i portoni dell'Inferno: due errori individuali gravi e fatali fanno calare il sipario sul sogno partenopeo che si trasforma definitivamente in un incubo senza fine. La sconfitta è inaccettabile, con poche attenuanti. Da 0-2 a 3-2, con rimonta subita nel giro di sette minuti in coda alla partita. Spalletti definitivamente sbattuto in una selva oscura. Roba da analisi. Fuori dalla lotta scudetto per negligenza e con la spia accesa per il risicato carburante emozionale dei tifosi che avvertono questa flessione come un tradimento. Lo stop di Empoli assomiglia molto a un girone dantesco vorticoso di anime perse, dissociate, senza più guida. La disfatta di Empoli suona come una sentenza. E ora, occhio all'aritmetica per la Champions. Servono tre punti, salvo complicazioni. E almeno questo obiettivo non sembra essere in discussione. Il Napoli, però, è la grande delusione di questo scorcio di campionato. Squadra forte nell'organico, allenatore preparato e ambiente a favore. Nelle ultime tre giornate cancellato tutto. Spalletti si prende le colpe. Se lo dice lui qualcosa di vero ci sarà, ma non sappiamo se sia davvero giusto e se abbia del tutto ragione perché a Napoli, da anni, è un film che abbiamo già visto.

Chiudiamo con la lotta salvezza che si infiamma. Il Genoa di Blessin non molla e ributta il Cagliari dentro la zona pericolosa. Ma l'impresa è della Salernitana che regola la Fiorentina di Italiano. Finché c'è Nicola, c'è speranza. Salerno è nelle sue mani e nelle sue scelte. Nove punti conquistati nelle ultime tre partite. A Crotone sanno di cosa parliamo, senza aggiungere altro.