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Il pollo avvelenato: la carriera di Schürrle rovinata…in un solo boccone

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

È facile dimenticarlo, ma Andre Schürrle è stato campione del mondo. E se la sua carriera non è continuata come previsto, con il ritiro arrivato a meno di 30 anni, è colpa...di un pezzettino di pollo. Che gli è costato il Chelsea e molto altro.

Redazione Il Posticipo

È facile dimenticarlo, ma Andre Schürrle è stato campione del mondo. Nel 2014 ha partecipato, da protagonista, alla spedizione tedesca in terra brasiliana. E con soli 24 anni sulla carta di identità, il calcio sembrava aver trovato un'altra luminosissima stella. Come nel caso di Gotze, non è andata esattamente così. Ma se il calciatore del PSV può incolpare una condizione medica genetica, che non gli ha permesso di giocare con continuità e lo ha costretto a oltre un anno di inattività, se la carriera di Schürrle non è continuata come previsto, fino ad arrivare all'addio al calcio a neanche trent'anni,  è colpa...di un pezzettino di pollo. Che, come ha raccontato il Sun, gli è costato il Chelsea e molto altro.

POLLO - Intossicazione da cibo, un bel problema per chi fa il calciatore ma non ha esattamente un fisico bestiale. Una brutta storia iniziata qualche mese dopo il Mondiale, le cui conseguenze sono ancora fresche nella mente di Schürrle. "Mi ha fatto male un pezzetto di pollo e da quel momento in poi non ho mai più mangiato pollo in vita mia. Di tutta la squadra sono stato male solo io. È successo durante una trasferta in Polonia. Essendo così magro, perdere tre, quattro, cinque chilogrammi è stato un problema. Mi ci è voluto davvero tanto per recuperare le forze. Mi sentivo malissimo e sentivo che non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Alla fine abbiamo scoperto che era salmonella". Il che, praticamente, gli costa la maglia da titolare al Chelsea di Mourinho.

MOURINHO -  "Un peccato. I numeri dicevano che ero in forma e avevo anche la fiducia dell'allenatore. Poi sono stato male e non ho avuto la possibilità di dimostrare il mio valore. E quindi quando c'è stata la possibilità di tornare in Germania, Mourinho mi ha lasciato andare". Ma il rapporto con lo Special One resta...speciale. "Quando il Chelsea ha vinto la Coppa di Lega, Mou mi ha mandato un messaggio di congratulazioni, dicendomi di andare a Londra a festeggiare, perchè in fondo la coppa l'avevo vinta anche io. È stato davvero un bel gesto". Ma alla fine, la sua carriera è terminata in maniera da lasciargli parecchio amaro in bocca. E stavolta, forse, non è solo colpa del pollo.