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Il Perù non rinnova con il “Tigre” Gareca, l’allenatore che Pablo Escobar…voleva far saltare in aria!

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La mancata qualificazione ai mondiali ha convinto la federazione a non rinnovare il contratto del CT Ricardo Gareca, per tutti "El Tigre". Un argentino che ha fatto miracoli in Perù. E che ha una storia che vale la pena di essere raccontata.

Francesco Cavallini

Il Perù, dopo la mancata qualificazione a Qatar 2022, cambia allenatore. La sconfitta ai calci di rigore contro l'Australia nello spareggio intercontinentale lascia la Blanquirroja di Gianluca Lapadula fuori dalla competizione iridata e, come spiega MundoDeportivo, fa decidere alla federazione di non rinnovare il contratto del CT Ricardo Gareca, per tutti "El Tigre". Un argentino che ha fatto miracoli in Perù. E che ha una storia che vale la pena di essere raccontata.

ALTO TRADIMENTO

Con gli scarpini ai piedi, Gareca è un attaccante ed il suo soprannome fa capire che la personalità di certo non gli manca. Al punto che nel 1985 compie un gesto assolutamente inimmaginabile. Lui, cresciuto nelle giovanili del Boca Juniors e uno degli idoli della Bombonera, assieme a Oscar Ruggeri se ne va al River Plate. Problemi di stipendi non pagati, ma pur sempre alto tradimento. Una mossa che gli scatena contro l'odio eterno del pubblico Xeneizes. E poco importa che al Monumental ci passi un solo anno. Anche perchè poi si trasferisce in Colombia e si fa...un altro nemico particolarmente potente: Pablo Escobar. A raccontarlo qualche anno fa alla testata ElPopular è stato John Jairo Velásquez, detto Popeye, uno dei fedelissimi del "Patron".

NEL MIRINO

La colpa di Gareca? Giocare con l'America de Calì, una squadra che a Escobar non poteva decisamente stare simpatica, visto che nel club c'erano interessi dei capi del Cartello de Calì, l'acerrimo rivale di quello di Medellin. E di conseguenza durante il conflitto armato tra le due organizzazioni criminali, i calciatori hanno rischiato grosso, El Tigre compreso. "Pablo Escobar teneva sempre d'occhio tutti i giocatori dell'América de Calì, eravamo in guerra. E Ricardo Gareca è sempre stato nel mirino del boss. Tuttavia, non è mai riuscito a raggiungerlo. E l'amore per il calcio di Escobar ha salvato Gareca e tutti quanti i giocatori dell'América de Calì, perchè si era pensato di farli saltare in aria con un'autobomba dopo che il Cartello de Calì ha fatto lo stesso con la famiglia di Pablo".

MIRACOLI

Alla fine però El Tigre evita questa situazione...esplosiva e diventa allenatore. Fa molto bene con il Velez e nel 2015 arriva la chiamata del Perù. Che ci siano i presupposti per fare bene si capisce subito, visto che la Bicolor alla Copa America di quell'anno arriva terza, arrendendosi solo al Cile di Sampaoli, che poi avrebbe vinto il trofeo. Una sconfitta vendicata quattro anni dopo con un 3-0 che qualifica la Blanquirroja a una finale persa contro il Brasile che è già stata un sogno di suo. E nel frattempo, tanto per non farsi mancare nulla, Gareca porta anche il Perù in Russia. Non in gita, ma al mondiale 2018, un qualcosa che non accadeva dal 1982. La mancata qualificazione a quello successivo, però, gli costa la panchina. Ma non sarà un problema per "El Tigre": dopo essere sopravvissuto a Pablo Escobar, tutto è un po' più semplice.