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Il nuovo business di Sagna: l’ex terzino di Arsenal, City e Benevento ora vende…zaini senza peso

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Dopo una carriera che lo ha portato in molti campionati e squadre importanti, Sagna ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2019. E in cosa si è impegnato l'ex terzino quando ha smesso di giocare? Costruisce zaini...senza peso.

Redazione Il Posticipo

Bacary Sagna ha smesso di giocare a calcio nel 2019, dopo una storia calcistica che lo ha portato dalla Francia (Auxerre) all'Inghilterra (Arsenal e Manchester City) fino al Benevento e in Canada al Montreal Impact. E non si può negare che, viste le squadre che ha rappresentato e i campionati che ha frequentato da protagonista, il transalpino non abbia avuto una carriera di assoluto livello. Ma a differenza di molti colleghi che una volta appesi gli scarpini al chiodo si ritrovano davanti alla telecamera come opinionisti, Sagna si vede assai poco. In cosa si è impegnato dunque l'ex terzino quando ha smesso di giocare? Costruisce zaini...senza peso.

Lo zaino senza peso

Un concetto talmente folle che il suo socio, l'imprenditore Mohammed Errafi, ha spiegato che la prima reazione di Sagna è stata di assoluta incredulità. I due si sono presentati in TV in Francia su RTL e hanno raccontato come è nata questa partnership perlomeno particolare. "Nel novembre 2019 sono salito su un treno su cui c'era anche Bacary Sagna. Gli ho detto che avevo inventato uno zaino senza peso, lui ha cominciato a ridere e mi ha detto che ero pazzo. Ma ho inventato davvero uno zaino che aiuta la schiena delle persone, è impressionante l'assenza di peso che regala". E chissà che alla fine Sagna non si iscriva al club degli imprenditori di successo. Lui ci spera: "È la sfida più importante della mia vita al di fuori dal calcio". Anche se difficilmente sarà più complicato della depressione, affrontata ai tempi dell'Arsenal dopo la morte di suo fratello e un infortunio che sembrava non permettergli di tornare a posto.

Il peso della depressione

Un percorso così duro che c'è voluto un aiuto professionale per uscirne, come ha raccontato tempo fa al sito ufficiale dei Gunners. “Devo ringraziare Neil, uno degli psicologi del club. Una sera, prima di una partita, mi ha detto; 'Posso parlarti? Ho notato che ci sei, ma è come se non ci fossi. Che ti passa per la testa?'. E quindi abbiamo parlato, ho capito che era ora di far uscire tutto. E piano piano sono tornato me stesso. Sono tornato ad avere fiducia nei miei mezzi, a essere decisivo e a giocare meglio. Il calcio prima era tutto per me, ma ora, una volta che sono finiti i 90 minuti, ci sono altre cose di cui parlare". E adesso...si parlerà di zaini!