Il nuovo Bernardeschi: a scuola di Juventus

Il nuovo Bernardeschi: a scuola di Juventus

Bernardeschi, che cambiamento: nella personalità, nel look, nella gestione e anche nel…ruolo. Il calciatore ha assorbito la Juventus. E adesso se la può prendere.

di Redazione Il Posticipo

Federico Bernardeschi, dodici mesi fa: gioca poco, si fa vedere ancora meno. Animo sbarazzino, fisico e look da adolescente. Un anno dopo è un altro giocatore: nel fisico e, soprattutto, nella testa. La scuola Juventus gli ha fatto bene. E adesso è pronto a ritagliarsi uno spazio importante.

FISICO – Il ragazzo piuttosto mingherlino che faticava a tenere botta nei contrasti è solo un ricordo. Palestra, sacrifici e sudore. Bernardeschi, rispetto all’arrivo da Firenze, è un altro. Chili e centimetri. Da ragazzo si è fatto uomo. Con spalle forti e muscolatura importante. Quanto basta per reggere serenamente il confronto e i contrasti più ruvidi. Una nuova morfologia che gli permette anche, qualora fosse necessario, di interpretare il possibile ruolo di mezzala.

LOOK – Il “Berna” è cambiato anche nel look. Oltre al fisico, anche un look da marines. Un taglio netto al passato, in  tutti i sensi. Via il capello lungo, non che sia vietato, e spazio a una nuova acconciatura più aderente a chi vuole e sa come farsi rispettare in campo e nello spogliatoio. Capello corto, faccia “cattiva”. Il ragazzo timido e riservato ha lasciato spazio a un uomo pronto a non chiedere mai.

PERSONALITÁ – Anche come personalità il ragazzo è maturato tantissimo. Prima inseguiva il pallone e spesso si rintanava quando il gioco si faceva duro. Adesso è spesso decisivo. Va a prendersi palla e responsabilità senza alcun timore reverenziale. Nè nei confronti degli avversari, nè degli avversari. La quintessenza del cambiamento è nel gol del raddoppio allo Stirpe. Contropiede, riceve il pallone ha due scelte. Provare il dribbling e cercare la conclusione o servire comodamente Ronaldo pronto a piazzare la sua seconda doppietta stagionale. Berna decide di far da sè. Non passa il pallone al portoghese, ma caracolla disorienta l’avversario e conclude imparabilmente a rete. Lo scorso anno avrebbe passato il pallone? Probabilmente sì.

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