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Il momentaccio di Ronaldinho: il brasiliano è arrabbiato e la sua scarcerazione è in dubbio…per il coronavirus

Tra il classico sorriso al pubblico e qualche lamentela in privato a chi lo va a trovare, Ronaldinho continua la sua detenzione ad Asuncion. Ma le misure che sono state imposte anche in Paraguay per evitare la diffusione del Covid-19 rischiano di...

Redazione Il Posticipo

Tra il classico sorriso al pubblico e qualche lamentela in privato a chi lo va a trovare, Ronaldinho continua la sua detenzione ad Asuncion. E non è ancora certo quando potrà essere messo almeno in libertà vigilate, uscendo così dal penitenziario che lo ospita ormai da quasi due settimane. Ma non è così semplice e ora ci si mette anche il coronavirus. Per far sì che il Pallone d'Oro 2005 possa lasciare il carcere, bisognerà che gli inquirenti ascoltino le intercettazioni del suo telefono cellulare. Ma le misure che sono state imposte anche in Paraguay per evitare la diffusione del Covid-19 rischiano di allungare i tempi.

RITARDI - Lo spiega, attraverso la testata brasiliana O Globo, l'avvocato Sergio Queiroz, che si occupa della difesa di Ronaldinho e di suo fratello Roberto, anche lui rinchiuso con il calciatore. "I periti si sono impegnati ad ascoltare le intercettazioni telefoniche il più velocemente possibile. Ma ci vorrà comunque almeno una settimana". O forse di più, visto che anche in Paraguay ci sono restrizioni al lavoro dei tribunali. "Aspettiamo le perizie telefoniche, ma lo stop imposto alla giustizia rallenterà tutto. Quando ci saranno le perizie, sarà dimostrato che non c'è stato nessun atto illecito e tutto si risolverà a favore dei miei clienti", sostiene l'avvocato.

TRISTE - Dinho, però, comincia a essere un po' stufo della situazione. Lo racconta il campione mondiale di footvolley, il paraguaiano Fernando Lugo, in un'intervista alla testata Extra. Lugo ha avuto la possibilità di visitare il brasiliano in carcere e riporta le sue impressioni. "Sorride sempre, ma è un po' triste. Anzi, penso che sia arrabbiato. Mi ha detto 'come è possibile che nel tuo paese mi facciano una cosa del genere? Non tornerò mai più in Paraguay'". Sulle condizioni di Ronaldinho, però, Lugo rassicura tutti: "Non ha bisogno di nulla, lo trattano benissimo. Mangia asado tutti i giorni". Ma persino il cibo preferito può venire a noia. Soprattutto se il verdeoro dovrà rimanere in carcere più del previsto...