Il Milan e la sua difficile navigazione

Il Milan e la sua difficile navigazione

Di Bobo Craxi. Uno sguardo all’inizio di stagione del…nuovo-vecchio Milan, con gli occhi rivolti al presente, ma anche al passato e al futuro.

di Bobo Craxi

Potrebbe essere presto per parlare del campionato del Milan, iniziato con una giornata di ritardo a causa della tragedia genovese ed interrotto successivamente per due settimane. L’impianto complessivo della squadra é, al netto dell’innesto di Higuain, il medesimo dell’anno scorso, mentre diverso é l’assetto societario, passato fra diverse vicissitudini ai confini fra il surrealismo e l’azzardo economico.

VECCHIO-NUOVO MILAN – Nonostante il nuovo gruppo dirigente appartenga alla categoria delle vecchie conoscenze milaniste e “dell’ancienne republique” berlusconiana, il cordone ombelicale con il trentennio d’oro che ha fatto la fortuna della squadra rossonera piano piano si va recidendo; il porto é stato lasciato e la navigazione procede non senza incognite per l’avvenire. Usciti dalla stagione fallimentare di una campagna acquisti dispendiosa ma sostanzialmente infruttuosa sul piano dei risultati, la prudenza della nuova società ha garantito quanto meno giocatori di un buon livello arrivati con la formula del prestito che determina lo stato ancora precario della situazione.

PRESENTE – Gattuso cerca di fare il pane con la farina a disposizione non avendo ancora trovato un assetto ed una quadratura per la sua idea calcistica. É vero che c’è un problema legato al ritardo della preparazione atletica ed alla necessità di poter inserire i nuovi acquisti (in particolare a centrocampo), riadattando il modulo che insiste nel rendere prevalente il gioco sulle fasce, ma l’impressione di fondo é che il Milan resta un cantiere dal quale può uscire alternativamente una squadra da terzo posto o addirittura da settimo-ottavo.

PASSATO – Il Milan ha avuto lunghe stagioni di transizione anche nel passato, ha frequentato coppe delle fiere e Mitropa prima di segnare i trionfi di Wembley e Madrid negli anni Sessanta, Si é dovuto attendere la fine degli anni Settanta per metabolizzare il trauma della Fatal Verona (3-5) e della partita con un match-point fallito che segnó un’intera generazione di milanisti. Ma dopo la stella di Rivera e del Presidente Colombo la parabola portó i rossoneri direttamente nella serie inferiore e per più di una volta. Questo lo si rammenta per evitare che lo sconforto nel quale potrebbero esser caduti i tifosi rossoneri potrebbe non tenere conto del principio di realtà, che ci impone di guardare alla nostra Storia e che essa ha attraversato nei decenni molti alti ma anche molti bassi.

FUTURO – La nuova dirigenza é un patchwork di personalità catturate nel mondo della finanza e del calcio, il denaro é investito da un fondo specializzato nella speculazione contro gli Stati. Auguriamoci che la stessa dottrina non venga adottata per il caro vecchio Milan, che galleggia nel mare calcistico dopo tante avventure felici e dopo esser stato negli ultimi anni alla deriva. Riprende la sua navigazione e dobbiamo incoraggiarlo; sta nella parte bassa della classifica assieme ai cugini, ma é più che probabile che non sia Gattuso a non mangiare il panettone…

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