Il Milan e gli errori arbitrali, una vecchia storia

Il Milan e gli errori arbitrali, una vecchia storia

Di Bobo Craxi. Il Milan non è una società che abbia fatto mai grandi polemiche negli ultimi anni sui comportamenti arbitrali. Bisogna risalire agli anni Settanta per ricordare degli episodi, degli errori arbitrali, che fecero infuriare il Milan e soprattutto perdere degli scudetti che sembravano a portata di mano.

di Bobo Craxi

Il Milan non è una società che abbia fatto mai grandi polemiche negli ultimi anni sui comportamenti arbitrali. E d’altronde, quando prevalgono sentimenti razionali, quelli di ingiustizia finiscono per soccombere. Nella partita di calcio accade di ricevere sostegni e anche di essere danneggiati. E bisogna risalire agli anni Settanta, quelli del dominio incontrastato della Juventus, per ricordare degli episodi, degli errori arbitrali, che fecero infuriare il Milan e soprattutto perdere degli scudetti che sembravano a portata di mano.

LO BELLO – Fu nella sera del 20 febbraio del 1972 che, in diretta televisiva alla Domenica Sportiva, il più illustre rappresentante della classe arbitrale dell’epoca, Concetto Lo Bello, fu costretto, presa visione delle immagini alla moviola del compianto Sassi, ad ammettere un errore clamoroso per non aver concesso un calcio di rigore per un evidente fallo di Giampiero Morini ai danni di Albertino Bigon, sul risultato di uno a zero a favore del Milan contro la Juventus a Torino. Seguirono polemiche ferocissime, Gianni Rivera fu deferito e squalificato per avere denunciato i favoritismi nei confronti della Juventus.

CHIARUGI – Esattamente un anno dopo, in un confronto che si tenne all’Olimpico nella Pasqua del 1973, il Milan perse un decisivo scontro al vertice contro la Lazio per due a uno e si vide annullare un gol regolarissimo di Luciano Chiarugi, che avrebbe riportato in parità il match. Galeotto fu l’intransigente Lo Bello, che cacciò fuori dal campo il paron Nereo Rocco, che difficilmente perdeva le staffe in panchina. Tolto quel punto decisivo il Milan perse clamorosamente lo scudetto nella celebrata “fatale Verona”.

chiarugi

ALTRI EPISODI – A Verona fu il figlio di Lo Bello a togliere lo scudetto ai rossoneri che lottavano contro il Napoli, espellendo dal campo gli olandesi. Van Basten e Rijkaard. Arrivando ai giorni nostri, allo Juventus Stadium la vicenda parallela del rigore concesso per un fallo di mano di De Sciglio all’ultimo minuto e quello negato al Milan questa domenica prolunga negli anni e nel tempo non solo la rivalità fra le due squadre leader del calcio italiano, ma l’eterno pregiudizio che circonda i bianconeri attorno a sospetti favoritismi. Di certo l’episodio più clamoroso è conclamato, quello del famoso goal-non goal di Muntari, ha accelerato l’adozione delle tecnologie in campo per evitare (o almeno tentare di evitare) una volta per tutte gli errori arbitrali.

RAZIONALITÁ –  Essi rimangono tali perché é l’ultimo sguardo del direttore di gara, che interpreta anche l’oggettività delle immagini. Il tema é naturalmente sempre aperto, motivo di passione e discussione. Ma fra il dare e l’avere, i conti delle squadre più o meno sono sempre simili, per questo l’atteggiamento delle società deve essere improntato a serietà e razionalità. Anche in questo Rino Gattuso ha cercato di salvaguardare lo stile Milan. Squadra ferita dalle ingiustizie ma anche dalle sue vistose lacune.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy