Il mercato invernale del Milan può portare buoni frutti di stagione

Di Bobo Craxi. Come già accaduto in passato, il Milan sarà costretto a rimettere mano alla difesa, flagellata da infortuni, durante la sessione di mercato di gennaio. Ma la storia aiuta ad evitare di ripercorrere errori e nel percorso rossonero il mercato invernale é stato a volte decisivo.

di Bobo Craxi

Il mercato invernale é l’opportunità che si apre per alcune squadre in condizione di accedervi che hanno vistosamente fallito la campagna estiva o che si trovano in un’emergenza improvvisa a causa di infortuni. É questo il caso del Milan, che si trova con mezza difesa in infermeria nonché con la mediana azzoppata e riparata con lungimiranza dall’arrivo di Paqueta dal Brasile; pare un epigono del celeberrimo paulista Riccardo Kakà. Ma nel mercato invernale si possono trovare solo i frutti di stagione, ovvero giocatori svincolati o provenienti da campionati dell’oltreoceano in pausa.

PASSATO – Un tempo le squadre di A dovevano e si approvvigionavano per le emergenze dovendo rastrellare nella serie B quel che c’era a disposizione. Non è la prima volta che i rossoneri devono mettere una toppa alla propria difesa; nel 1972 il Paron Rocco volle allargare la propria rosa lesionata delle assenze di Rosato e Sabatini acquistando dal Vicenza un giovane terzino, Monticolo, che praticamente giocò un paio di partite. Nel disgraziato anno della discesa in serie B, il 1982, il Milan dovette fare a meno di Franco Baresi praticamente dall’inizio della stagione. Il suo sostituto fu trovato recuperando il libero del Brescia, Venturi, che chiaramente non fu certo all’altezza del Capitano milanista.

TOP E FLOP – Si celebra moltissimo il ricordo dell’acquisto natalizio di Marcel Desailly, il possente centromediano che vinse con l’O.M. proprio contro il Milan la Champions, ma i tifosi non possono però dimenticare che l’emergenza difensiva costrinse Arrigo Sacchi, ritornato nottetempo nel 1996 per cercare di risollevare una situazione disperata dopo l’esonero di Tabarez, a riesumare dal mercato una colonna difensiva ormai consumata come Pietro Vierchowod, che certo non risollevó le sorti di una stagione segnata. Arrivó in difesa a metà campionato anche un veterano come Chamot, il duttile centrale argentino che aveva ben figurato nella Lazio. E poi, in mezzo a queste scelte, diciamo dettate dal basso canone e dalla garanzia dell’esperienza, tante meteore ad occupare quella che nell’epopea berlusconiana é stata una delle chiavi vincenti, ovvero la solida difesa. Può darsi non dicano nulla nomi come Daino, Nielsen, Beloufa, Clayton; ma essi sono stati acquisti sul mercato invernale, che offre sempre merce scarsa e non sempre di buona qualità.

OBIETTIVI – É quindi naturale che il dilemma rossonero non sarà di facile soluzione. Avendo puntato molto sul rinnovamento difensivo e sulle giovani speranze in quel reparto oggi Gattuso é costretto a ricorrere all’usato sicuro sperando di non incappare in scelte deludenti. La storia tuttavia aiuta ad evitare di ripercorrere errori ed a rammentarci che nel percorso rossonero il mercato invernale é stato a volte decisivo. Senza affanno, questa squadra e questa società gloriosa potrebbero arrivare agli obiettivi che ci si pongono. La fortuna aiuta gli audaci.

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