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Il Loco Abreu e il soprannome di Guardiola: “Lo chiamavo ‘il marocchino’, non so se gli è piaciuto molto…”

(Getty Images)

Il tecnico del City e Abreu hanno condiviso lo spogliatoio fra il 2005 e il 2006. Il Loco lo ricorda con affetto e rivela anche come lo soprannominava...

Redazione Il Posticipo

Pep Guardiola, un tecnico capace di farsi ammirare un po’ da tutti i calciatori che lo hanno avuto come compagno di squadra e come allenatore. E dire che nel corso della sua carriera il catalano ha avuto a che fare anche con gente dal carattere molto particolare. Come Sebastian Abreu, uno che chiamano Loco mica per caso. Tra le oltre trenta squadre con cui ha giocato il centravanti, ci sono anche i Dorados de Sinaloa, il club messicano che è stato anche allenato da Maradona ma che all’epoca del Loco...aveva Guardiola, all’epoca all’ultima stagione da calciatore. In un'intervista di qualche tempo fa riportata da Infobae, l'uruguaiano ha raccontato diversi aneddoti, dai soprannomi del tecnico alla paura dell'automobile.

DORADOS - Il tecnico del City e Abreu hanno condiviso lo spogliatoio fra il 2005 e il 2006. Il Loco lo ricorda con affetto. "Si vedeva che era un tipo straordinario. Era venuto a giocare con i Dorados perché c'era il suo mentore Lillo. Al termine di ogni allenamento, andava negli spogliatoi, prendeva un quaderno e faceva domande". Già si capiva come Pep fosse meticoloso. "Non sottovaluta nulla, non tralascia alcun dettaglio. Quando sono stato in Israele, ho giocato i preliminari di Champions League contro il Wisla Cracovia, che ci ha eliminati. Il sorteggio poi li ha assegnati al Barcellona. E Guardiola mi ha chiamato, voleva alcune dritte". Storico, però, il soprannome. "L' ho chiamato 'il marocchino', per via della barba. Un giorno gli ho detto 'ma tu sei un marocchino'. Lì tutti hanno iniziato a ridere, ma credo che non gli sia piaciuto molto..."

SIMEONE - Da Guardiola come compagno a Simeone come tecnico: "Il Cholo mi ha chiamato per andare al River. Ha detto che stava cercando un 9 con le mie caratteristiche, che era quello di cui aveva bisogno. E mentre volevo pensarci, mi resi conto che ero già lì. Grazie al Cholo abbiamo vinto il campionato. Non so se abbiamo fatto bene come il River di oggi, ma non impazzisco per loro, noi abbiamo vissuto un altro ambiente". Spazio anche per altri aneddoti, come la paura di volare. "In un viaggio Montevideo-Buenos Aires-Miami-Messico sento l'odore di bruciato. La hostess inizia a parlare e lo fa in inglese. Non ho capito niente, ma ho visto una ragazza che ha iniziato a urlare e abbracciare sua madre.  Il motore aveva preso fuoco e dopo l'atterraggio di emergenza ad Asunción siamo scesi dallo scivolo mentre i pompieri spegnevano l'incendio". Legittimo, poi, essere un po' tesi a ogni nuovo volo...