Il grido di aiuto di Neymar: “Non so se il problema sono io o quello che faccio in campo. E poi sento che mi danno del simulatore…”

Quando si parla di Neymar, la polemica è assicurata. Persino se c’è di mezzo un infortunio che certamente gli farà saltare l’andata degli ottavi di Champions contro il “suo” Barcellona. Alcuni hanno sospettato che sia il…solito infortunio di questo periodo, ma O Ney stavolta non l’ha presa per nulla bene.

di Redazione Il Posticipo

Quando si parla di Neymar, la polemica è assicurata. Persino se c’è di mezzo un infortunio che certamente gli farà saltare l’andata degli ottavi di Champions contro il “suo” Barcellona e che forse gli impedirà anche di presenziare al ritorno. C’è chi parla di maledizione, considerando che puntualmente in questo periodo dell’anno il brasiliano si ritrova ai box e non può aiutare il Paris Saint-Germain nel momento clou della stagione. E anche chi sottolinea come gli infortuni del verdeoro capitino sempre a cavallo del periodo di carnevale e in concomitanza con il compleanno di sua sorella Rafaela. Quel che è certo, però, è che O Ney stavolta non l’ha presa per nulla bene.

TRISTE – E quindi il numero 10 del PSG e si è sfogato in un lungo post su Instagram… “La tristezza è grande, il dolore è immenso e le lacrime sono costanti. Di nuovo, per un po’ di tempo, dovrò smettere di fare quello che amo di più nella vita, cioè giocare a calcio”. Basterebbe questo per spiegare la situazione, ma Neymar stavolta attacca i suoi critici. “A volte non mi sento a mio agio a causa del mio modo di giocare, perchè quando dribblo qualcuno vengo costantemente falciato. Non so se il problema sono io o è quello che faccio in campo, ma questa cosa mi rende davvero triste”. Di certo, il brasiliano spesso e volentieri è tartassato dagli avversari e il match contro il Caen non ha fatto eccezione.

(Photo by David Ramos/Getty Images)

ATTACCO – E l’attacco a chi lo ritiene un simulatore si fa sempre più evidente. “Mi rende triste quando un calciatore, un allenatore, un commentatore o chiunque altro dice ‘si merita un bel calcio’, ‘si tuffa’, ‘è un piagnone’, ‘un ragazzino’, ‘un viziato’ e cose simili. Onestamente, mi rende davvero triste e non so fino a quando potrò sopportarlo. Io voglio soltanto essere felice giocando a calcio, nient’altro”. Un grido di dolore dunque quello di Neymar, che vorrebbe silenziare le voci di chi già ha ironizzato sul tempismo dell’ennesimo infortunio. Ma soprattutto che, attraverso la sua storia clinica fatta di infortuni dovuti a falli altrui, vuole dimostrare di non essere un tuffatore. Il che non lo farà tornare prima in campo, ma a livello psicologico può aiutare…

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