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Il grande rimpianto di Schuster: “Maradona mi ha rubato il cuore, lo lasciavamo un po’ solo in campo”

Il grande rimpianto di Schuster: “Maradona mi ha rubato il cuore, lo lasciavamo un po’ solo in campo” - immagine 1

Bernd Schuster, ex compagno di Diego Armando Maradona al Barcellona, regala qualche aneddoto dell'esperienza catalana di Diego.

Redazione Il Posticipo

Quando si parla di Diego Armando Maradona, il minimo comune denominato è l'amore dei compagni di squadra. E per approfondire questa sfaccettatura di D10s, è necessario andare in Spagna, dove effettivamente, non è stato compreso a pieno. Bernd Schuster, ex compagno del Barcellona spiega infatti quanto i compagni non siano riusciti a comprenderlo.

CUORE - Diego Armando Maradona al Barcellona, al netto del talento cristallino, è sempre rimasto un capitolo a parte della carriera di Diego. Una storia quasi travolta dai successi ottenuti a Napoli e con la nazionale. Bernd Schuster, ex compagno di squadra di Diego Maradona al Barça, ha voluto dedicargli qualche pensiero in una intervista concessa alla Süddeutsche Zeitung. Il tedesco ha speso grandi parole sul compianto idolo argentino ma evitando la solita retorica delle dichiarazioni di circostanza. Anzi, ha preferito ricordare aneddoti legati al periodo che con lui ha condiviso in maglia blaugrana. "Mi ha preso il cuore. A Diego piaceva fare giochetti. Il riscaldamento era la “cosa” di Diego. A differenza di oggi, non c’era quasi mai un preparatore a seguirti, al massimo per lo stretching, poi facevamo noi. E Diego doveva sempre riscaldarsi con una palla. E con le scarpette slacciate, Fino al calcio d’inizio. Negli anni ’80 i difensori si mettevano a cavalcioni finché ti abbattevano. Ai tempi di Maradona dovevi praticamente uccidere qualcuno per vedere un cartellino rosso".

Il grande rimpianto di Schuster: “Maradona mi ha rubato il cuore, lo lasciavamo un po’ solo in campo” - immagine 1

GRANDE TRA I GRANDI - "Non sapevamo come sfruttare Diego. Lo abbiamo lasciato un po' solo in campo. Era un leader indiscusso in campo e non sapevamo come trarne vantaggio. Gli facevano dei contrasti molto brutti ma lui continuava a chiedere la palla. Eravamo entrambi specialisti dei calci di punizione. Ma il modo in cui le tiravamo era molto diverso. Lui era mancino, io sono destro. Ne parlavamo tantissimo durante l’allenamento. Ci allenavamo sui calci di punizione ogni due giorni, anche senza portiere. Non ne avevamo bisogno, lo sapevamo: dove mettevamo la palla, nessun portiere poteva arrivarci comunque". Per la cronaca, Maradona è rimasto a Barcellona tra il 1982 e il 1984. E in questo periodo definito buio, nonostante  tutto, ha vinto una Coppa del Re, una Coppa di Lega e una Supercoppa spagnola. Chissà dunque cosa avrebbe potuto ottenere se avesse avuto il supporto dei compagni di squadra...