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Il fratello di Lingard contro lo United: “20 anni e neanche un saluto, club gestito senza un minimo di classe”

Le storie di chi nasce e cresce calcisticamente in un club non sono sempre tutte rose e fiori. E a dimostrarlo c'è l'amaro addio di Jesse Lingard al Manchester United, con tanto di attacco di suo fratello a come il club ha gestito la cosa...

Redazione Il Posticipo

Le storie di chi nasce e cresce calcisticamente in un club non sono sempre tutte rose e fiori. Sono pochi quelli che possono vantare una carriera da "one club man", come Francesco Totti alla Roma o Paolo Maldini al Milan. Molti di più sono i casi in cui, presto o tardi, quella specie di cordone ombelicale viene reciso, vuoi perchè il calciatore non rispetta le aspettative del club o perchè invece la squadra non riesce a supportare il giocatore nello sviluppo della sua carriera. Ma quando ci si lascia dopo una vita insieme, beh, è complicato farlo in maniera amichevole. E a dimostrarlo c'è l'amaro addio di Jesse Lingard al Manchester United.

20 ANNI - Il contratto dell'inglese, che a dicembre compierà trent'anni, scade a giugno e a Old Trafford nessuno ha pensato di offrire all'attaccante un rinnovo. Una bella delusione, considerando che Lingard è nato a Warrington, 30 chilometri da Manchester, ma soprattutto visto che il ragazzo frequenta Carrington da quando andava ancora alle scuole elementari. Per lui, che è entrato a far parte dello United ad appena nove anni, tutta la trafila delle giovanili sotto lo sguardo amorevole di Sir Alex Ferguson, poi alcuni prestiti e infine l'arrivo in pianta stabile in prima squadra nel 2014. Lingard, però, non è mai stato più di una buona alternativa per chi negli anni ha allenato i Red Devils. E ora il club ha deciso che non ha più bisogno...del suo fedele servitore.

ATTACCO - Il tutto senza neanche farlo scendere in campo nell'ultimo match a Old Trafford della stagione, quello con il Brentford, in cui altri calciatori al passo di addio come Mata o Matic hanno potuto essere salutati dal pubblico di casa. Abbastanza per fare infuriare la famiglia del calciatore, in particolare suo fratello. Che, come racconta il DailyMail, ha espresso tutta la sua rabbia via Instagram: "20 anni di sangue, sudore e lacrime, 4 trofei, 3 gol in finali di coppa e neanche un addio. Non mi meraviglio che l'anno prossimo lo United giocherà la Conference League. La Class of 92 e i Busby Babes sono guidati da gente che non sa neanche la regola del fuorigioco, senza un minimo di classe. E la gente deve rendersene conto. Era lì da quando aveva nove anni e non ha potuto neanche salutare i tifosi. Ben fatto fratello mio, la tua famiglia è orgogliosa di te". Parole dure, ma che forse troveranno d'accordo molti tifosi...