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Il dramma personale di Lingard: “Bevevo prima di dormire per mandare via il dolore, ma era 10 volte peggio…”

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L'inglese ha raccontato del periodo più buio della sua vita, che gli ha fatto considerare l'idea di lasciare il calcio. E che, tra i problemi di sua madre e gli attacchi online degli haters lo ha coinvolto in una spirale di depressione e alcol.

Redazione Il Posticipo

Mai leggere i commenti online sulle proprie prestazioni. "È la cosa peggiore che puoi fare". Parola di Jesse Lingard, attaccante del Nottingham Forest, che si sta riprendendo il calcio al City Ground dopo gli ultimi negativi anni al Manchester United. E per lui, che è sempre stato considerato una promessa del calcio inglese e che ora ha 30 anni, le cose non sono state per nulla semplici. Parlando al podcast The Diary Of A CEO, l'inglese ha raccontato del periodo più buio della sua vita, quello che gli ha fatto anche considerare l'idea di lasciare il calcio. E che lo ha coinvolto in una spirale di depressione, dolore e alcol.

L'alcol e gli insulti

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"Bevevo prima di andare a letto, ora ci ripenso e mi chiedo 'ma perchè lo facevo?'. La risposta è che avevo bisogno di provare a mandare via il dolore. Cercavo di dimenticare tutto quello che mi stava succedendo, ma bere lo rendeva 10 volte peggiore". Cosa gli stava succedendo? Lingard era costantemente sotto il fuoco degli haters online e non riusciva ad affrontare la situazione. "Mi insultavano tantissimo, io ero già abbattuto e dovevo anche giocare bene. Cercavo di essere il solito Jesse, di scherzare come al solito, ma ovviamente la cosa aveva un effetto su di me. E stavo anche già vivendo cose di cui nessuno era a conoscenza, sentivo che tutto il peso del mondo era sulle mie spalle".

La situazione familiare

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Lingard si riferisce alla situazione di sua madre Kirsty, che ha avuto problemi di depressione e che nel 2019 è stati ricoverata in una struttura, lasciando il calciatore a dover gestire i suoi fratelli più piccoli. "La depressione è stata così pesante che non ce la faceva più e ha dovuto cercare aiuto. Ma io sono rimasto con mia sorella che aveva 11 anni e mio fratello che ne aveva 15 e stavo passando un pessimo periodo, non sono certamente stato il fratello maggiore di cui avevano bisogno in quel momento. Semplicemente non c'ero con la testa, andavo in campo ma non volevo essere in campo, quindi giocavo malissimo. Non volevo lasciare il calcio, ma avevo bisogno di una pausa". Ora, con la situazione a casa che è migliorata, Lingard può tornare a pensare al pallone. Ma possibilmente, senza leggere i commenti online...