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Il dramma del giovane Nunez: “Finiva gli allenamenti in lacrime, voleva lasciare il calcio e tornare a casa”

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La strada che ha portato l'attaccante a diventare il nuovo idolo di Anfield non è stata semplice. Nunez sul ginocchio ha una cicatrice che gli ricorda quanto il successo sia transitorio e che a volte basta davvero un attimo per perdere tutto...

Francesco Cavallini

Cento milioni di euro. Una gran bella cifra, senza dubbio. E persino in un calciomercato che negli ultimi anni è anche arrivato a più del doppio quando si è trattato di far trasferire Neymar dal Barcellona al Paris Saint-Germain, un vero e proprio spartiacque delle possibilità economiche. Ma anche della fiducia che si ha in un calciatore. Il Liverpool li ha spesi per acquistare dal Benfica il centravanti uruguaiano Darwin Nunez e, visto l'esordio con gol e rigore procurato in Community Shield, non dovrebbe pentirsene. Ma la strada che ha portato l'attaccante a diventare il nuovo idolo di Anfield non è stata semplice.

Il grave infortunio

Lo ha raccontato il dirigente del Penarol Fernando Curutchet in un approfondimento su Nunez fatto da The Athletic. A 17 anni si vedeva già che il giovane Darwin aveva un futuro radioso e Curutchet lo voleva il prima possibile in prima squadra. Ma l'Under-23 poteva vincere il titolo, quindi Nunez resta con i ragazzi, ma in un match cade male dopo un colpo di testa e si rompe il legamento crociato del ginocchio. Abbastanza per far pentire il dirigente della scelta di averlo lasciato giocare. "Avevo un nodo alla gola quando l'ho saputo. Il campo era in condizioni pessime. Ed era un infortunio grave in quello che doveva essere il suo grande momento. Ma lui è stato maturo, mi ha detto 'non ti preoccupare, non sentirti in colpa, è la vita. Mi riprenderò e andrò avanti, è solo una cosa che devo superare'".

Il dolore e le lacrime

Più facile a dirsi che a farsi, come spiega l'allora allenatore del Penarol Leonardo Ramos. Il ritorno in campo è durissimo e fa fare a Nunez brutti pensieri. "Finiva tutti gli allenamenti in lacrime. Una volta l'ho preso da parte e gli ho chiesto come andasse. Mi ha risposto che voleva lasciare il calcio e tornare a casa sua ad Artigas. Diceva che il dolore era troppo, che amava il calcio, ma non poteva dare il 100% a causa del ginocchio". Per convincerlo a non mollare, Ramos decide di parlarci cuore a cuore. "Abbiamo fatto una chiacchierata da padre a figlio. Gli ho detto di ricordarsi dei suoi sogni. Volevo risvegliare il calciatore che era dentro di lui". Missione compiuta, visto il resto della carriera del centravanti. Che però sul ginocchio ha una cicatrice che gli ricorda quanto il successo sia transitorio e che a volte basta davvero un attimo per perdere tutto...