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Il dottore che ha aiutato Messi da bambino: “Sarebbe diventato un calciatore anche se fosse rimasto 1,50m”

Il dottore che ha aiutato Messi da bambino: “Sarebbe diventato un calciatore anche se fosse rimasto 1,50m” - immagine 1
Ora che l'Albiceleste è all'ultimo atto, il medico non può non pensare con affetto all'uomo che la guida, che lui ha conosciuto quando era ancora un bambino che rischiava di rimanere davvero troppo piccolo...

Redazione Il Posticipo

"Il calcio è in debito con Leo". Lo spiega, senza mezzi termini, il dottor Diego Schwarzstein. E dire che il medico a inizio Mondiali aveva dichiarato che sperava che l'Argentina perdesse tutte e tre le partite e che venisse eliminata al primo turno. Ma l'uomo che ha aiutato Messi quando era un bambino con problemi di crescita aveva voluto provocare, spiegando che il calcio non doveva distrarre gli argentini dai problemi reali del paese. Ora però che l'Albiceleste è all'ultimo atto, il medico non può non pensare con affetto all'uomo che la guida, che lui ha conosciuto quando era ancora un bambino che rischiava di rimanere davvero troppo piccolo.

Le cure ormonali

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Ma parlando a EFE, il dottor Schwarzstein spiega che anche senza i suoi trattamenti Messi avrebbe potuto fare carriera... "Leo ha talmente tanta qualità che anche se fosse arrivato a un metro e cinquanta avrebbe comunque potuto diventare un calciatore professionista, perchè è un talento unico. Era un ragazzino che tutti dicevano che fosse la promessa del club, ma che era troppo piccolo e che avrebbe dovuto superare quella limitazione". E quindi dal Newell's Old Boys è arrivata l'idea delle cure ormonali. "Non gli abbiamo dato un vantaggio, ma lo abbiamo aiutato a superare uno svantaggio. Con un trattamento molto caro, 1200 euro al mese, un qualcosa che va al di là della disponibilità del 99% delle famiglie argentine".

L'uomo giusto al posto giusto

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Alla fine però il trattamento è stato fatto e completato in Spagna, con il Barcellona che ha portato alla Masia quel ragazzino e ha pagato il resto delle cure. Schwarzstein spiega però che "l'80% delle cure le ha fatte qui in Argentina". E che per Leo, ormai cresciuto, prova una serie di sentimenti diversi. "Affetto per la buona relazione medico-paziente che si è creata, ma anche di ammirazione. Alcune volte riguardo a quello che abbiamo vissuto, lo vedo vedo oggi e dico 'è il miglior giocatore del mondo e sta per vincere un mondiale'. Il destino mi ha voluto mettere con la persona giusta al posto giusto e ho avuto la fortuna di conoscere e aiutare quello che si è trasformato nel miglior calciatore del mondo". Dunque, niente più speranza che l'Argentina perda. Ora il piccolo Leo, che è già grande, può diventare infinito.