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Il detective privato che seguiva Maradona a Siviglia: “Diego circondato da avvoltoi: era un ingenuo”

ROME, ITALY - SEPTEMBER 01:  Diego Maradona in acion during the Interreligious Match For Peace at Olimpico Stadium on September 1, 2014 in Rome, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Fra i tanti aneddoti su Maradona, uno riguarda il suo periodo andaluso: il Siviglia lo faceva spiare da un detective, che parla dei personaggi che lo circondavano.

Redazione Il Posticipo

Difficile assorbire la tragica scomparsa di Diego Armando Maradona, il mondo continua a parlarne. Del resto è stato uno dei calciatori più grandi di tutti i tempi. Un personaggio trasversale, El Pibe De Oro, una figura che continua a regalare tanti aneddoti. Uno dei quali riguarda il suo periodo andaluso: il Siviglia lo faceva spiare da un detective che parla dei personaggi che lo circondavano.

PEDINAMENTI - In un'intervista a Vozpópuli Charlie M., uno dei detective assunti per tenere sotto controllo Maradona (con risultati discutibili), ha raccontato alcune storie. "Il detective assunto dal Siviglia ci ha subappaltato perché eravamo un'agenzia che lavorava con professionisti molto giovani ed eravamo perfetto per loro perché avevano bisogno di persone con le moto. Abbiamo messo un dispositivo per controllare i movimenti di Maradona. Quando la porta si apriva e lui  usciva sollevando la polvere con la Lamborghini Miura,  noi gli andavamo dietro la moto. A quei tempi la tangenziale che avevano realizzato per l'Expo non aveva ancora semafori e il tachimetro raggiungeva i 190 km/h”. Ma pedinarlo durante le sue gite mondane non era l'unico compito della squadra di investigatori. Il giocatore era tenuto d'occhio anche... a casa.

 BUENOS AIRES, ARGENTINA - DECEMBER 26: Former Argentinian legend and current coach of Gimnasia y Esgrima La Plata Diego Maradona gestures with a small replica of the FIFA World Cup trophy at the balcony of Government house after a meeting with President of Argentina Alberto Fernandez at Casa Rosada on December 26, 2019 in Buenos Aires, Argentina. (Photo by Ricardo Ceppi/Getty Images)

APPOSTAMENTI - Un appostamento ad hoc neanche troppo complicato considerando anche la struttura dell'abitazione di Diego. Più difficile tenere... il conto di chi frequentava la casa. “Era uno chalet, c'era solo un'uscita. Quindi abbiamo messo una macchina lì e ci siamo alternati. Abbiamo contato 18 o 20 italiani e tanti argentini che andavano e venivano. Dovevamo fare rapporto qualora non si fosse andato ad allenare. Aveva un caro amico che aveva una steakhouse argentina. Era solito frequentarla. C'erano una quindicina di italiani, Marco Franchi che era il suo rappresentante e dieci o dodici personaggi con lui. Maradona era ingenuo perché era una brava persona, ma ci era apparso immediatamente come avesse un sacco di avvoltoi dietro di lui. Era circondato".