Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Il cuore d’oro di Mou: “Nel 2012 quasi nessuno del Real è andato ai 30 anni di Essien e Josè gli ha detto…”

Il cuore d’oro di Mou: “Nel 2012 quasi nessuno del Real è andato ai 30 anni di Essien e Josè gli ha detto…” - immagine 1
Quando nel 2012 il centrocampista ha compiuto trent'anni ha invitato alla sua festa tutta la squadra del Real Madrid, ma si sono presentati...in due. Ma per fortuna di Essien, c'era un allenatore molto...Special pronto a consolarlo.

Francesco Cavallini

Giocare nella stessa squadra non significa per forza di cose essere amici. Gli spogliatoi, esattamente come accade a scuole, sono spesso pieni di gruppetti e di antipatie più o meno reciproche. Poi ci sono le squadre che riescono a mettere da parte i problemi personali e a dare comunque il massimo in campo e quelle in cui le frizioni tra i calciatori rovinano l'atmosfera ma anche le prestazioni. E succede ovunque, persino al Real Madrid. Basterebbe pensare che ai tempi di Josè Mourinho, lo Special One ha dovuto consolare Michael Essien dopo che praticamente nessuno dei compagni di squadra si era presentato al suo trentesimo compleanno.

Il compleanno solitario di Essien

Come racconta Sportbible, il ghanese è arrivato al Real Madrid nel 2012, quando il suo ginocchio gli causava parecchi problemi, ma sopratutto quando stava per compiere trent'anni. Il centrocampista ha invitato tutta la squadra, ma si sono presentati...in due, Ricardo Carvalho e un altro dei nuovi arrivi, Luka Modric. Una bella delusione. Ma per fortuna di Essien, c'era un allenatore molto...Special pronto a consolarlo. Nel suo libro su Mourinho, il giornalista Rob Beasley spiega: "Mou diceva sempre che al Real c'erano diverse fazioni sempre in lotta e mi ha raccontato di quando Essien ha invitato la squadra al suo trentesimo compleanno e sono venuti in pochissimi. Ha dovuto consolare Essien, dicendogli che non era qualcosa di personale, che non significava che gli altri lo odiavano, ma che semplicemente pensavano solo a se stessi e avevano avuto altro da fare".

Mou ed Essien, padre e figlio

Un bel gesto da parte di Mou, che aveva già avuto il centrocampista nel suo Chelsea e che quindi sapeva bene come approcciarsi a Essien. Un rapporto, quello tra i due, che lo Special One ha sviscerato nel 2018 in un'intervista al canale malaysiano Astro Arena. "Non era un mio giocatore, era un figlio. Probabilmente è l'unico che mi abbia mai portato a casa, la sua vera casa, il posto dove è nato, le strade in cui giocava da bambino. Mi ha fatto innamorare del Ghana, di Accra, e mi ha fatto capire meglio la sua mentalità. Ho capito meglio perchè da giocatore era pronto a tutto, anche a morire per i compagni, per il club, per l'allenatore, come ha fatto con me al Real quando voleva giocare per me con un ginocchio distrutto. Ma con la sua voglia di andare avanti, soffriva tanto ma sempre col sorriso. Michael sorride sempre". Parole più...da padre che da tecnico. Ed ecco il perchè del rapporto molto...Special tra i due.