Il CT Pusceddu: “Sogno Sirigu e Barella nella nazionale della Sardegna. Potrei chiamarli ma…”

La nazionale della Sardegna, non è più, o meglio, non solo il Cagliari.

di Redazione Il Posticipo

Vittorio Pusceddu ha parlato di Cagliari e non solo nel collegamento con  TMW Radio. Oltre alla stagione dei sardi, si è parlato anche della…nazionale della Sardegna.

NAZIONALE – La nazionale della Sardegna, di cui Pusceddu è CT, non è riconosciuta dall’UEFA. “L’idea è venuta a un giornalista sardo e altri ragazzi che hanno formato questa nazionale. Potremmo partecipare a campionati di  seconda fascia con le varie nazionali non riconosciute, come Corsica o Catalogna”. L’esordio è stato rimandato.”Era previsto per lo scorso aprile ma poi è andata diversamente. Ci auguriamo di iniziare quando gli stadi torneranno  a riempirsi di gente: seguire il calcio in TV è bellissimo, ma dal vivo è tutta un’altra cosa”. Tecnicamente, potrebbero essere convocati diversi big. “Ci sarebbero  Mancosu, Deiola, Pinna e anche Barella e Sirigu, ma non credo che ce li concederanno molto facilmente. Però molti calciatori, quando smetteranno, ci hanno promesso di giocare qualche partita con noi, per portare in alto il nome della Sardegna”.

CAGLIARI – Per adesso la… nazionale dell’Isola resta il Cagliari. Annata così e così. “Sino a novembre era una delle squadre migliori della A, poi qualcosa si è rotto contro Lecce e poi con la Lazio. Si è arrivati all’esonero di Maran e all’arrivo di Zenga e si è finito per lottare, come sempre, per la salvezza. Ci si aspettava di più perché era l’anno del centenario del club e del cinquantenario dello Scudetto. Una qualificazione europea sarebbe stato magnifico, ma purtroppo non ci sono riusciti”. Il nuovo corso riparte da Eusebio Di Francesco. “Un allenatore giovane, con tantissima esperienza. Sicuramente Giulini vorrà tentare un grande risultato nel prossimo campionato”. Pusceddu, in Europa c’era arrivato: “Era il Cagliari di Francescoli e Matteoli, due elementi fondamentali per quel piazzamento in Coppa UEFA. Eravamo molto giovani e ci hanno aiutato tantissimo con esperienza e saggezza, facendoci crescere”.

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