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Il coraggio di Henderson: “Mai chiesta la maglia a Messi, Keane mi ha insegnato che è segno di soggezione”…

(Photo by Clive Rose/Getty Images)

Jordan Henderson è stato l'ultimo calciatore, quasi ormai un anno fa, a sollevare la Champions League. Nella scorsa stagione il capitano del Liverpool ha guidato i Reds a battere il Barcellona e ha dimostrato di avere una certa dose di...

Redazione Il Posticipo

È stato l'ultimo calciatore, quasi ormai un anno fa, a sollevare la Champions League. E se non ci avesse messo lo zampino il coronavirus, Jordan Henderson si sarebbe già preso di nuovo le copertine, come capitano del Liverpool di nuovo campione d'Inghilterra dopo trent'anni. Ma questo non è stato possibile e quindi l'inglese, durante lo stop forzato, non può aggiungere questa pagina a quelle di una storia calcistica fatta di fatica e soddisfazioni. Da Sunderland (e dal Sunderland) alla vetta del calcio mondiale, un viaggio lungo e quasi mai sotto i riflettori. Persino quando, in una notte che è già leggenda, ha guidato i Reds a battere il Barcellona.

MAGLIA - Il giorno della remuntada, Henderson aveva una marcia in più. E lo ha raccontato al DailyMail, spiegando che anche all'andata, quando la partita è finita 3-0, non si era abbattuto. E soprattutto non si è arreso allo strapotere di Messi, che pure con un colpo da maestro sembrava aver chiuso ogni discorso, portando il Barça sul 3-0 al Camp Nou. "Era la prima volta che affrontavo Messi, pensando alla sua punizione non riesco ancora a credere come abbia fatto a segnare". Ma, nonostante la meraviglia, niente...atto di sottomissione. "Non ho mai pensato di chiedergli la maglia: quando giocavo al Sunderland, Roy Keane mi disse che farlo era un segno di soggezione verso quella persona".

AMICO - Il maestro Roy, in fondo, ha fatto un buon lavoro. Quello che era un buon centrocampista proveniente dalle giovanili di uno dei club più prolifici (in quanto a calciatori di livello cresciuti) d'Inghilterra è diventato il capitano del Liverpool, seguendo le orme di Gerrard e persino superando la leggenda di Stevie G. E al fischio finale di quella partita, pur avendo perso, Henderson è andato ad abbracciare un vecchio amico, che ha condiviso con lui lo spogliatoio ad Anfield. "Alla fine sono tornato a casa con la maglia di Suarez che è un bravo ragazzo, un gesto d'affetto per celebrare la nostra amicizia. Non so cosa abbia fatto lui con la mia...". Dopo il 4-0 del ritorno, forse, l'ha buttata in un armadio per non vederla mai più.