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Il compleanno…fenomenale di Ronaldo: “Eravamo a casa sua e sono arrivati autobus pieni di ragazze!”

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22 settembre 1976, nasce un Fenomeno di nome Ronaldo, che ha scritto la storia del calcio col pallone tra i piedi, ma non solo. Incredibile in campo, difficile da gestire fuori. Questa l'etichetta che ha il Fenomeno, anche grazie a parecchi testimoni

Redazione Il Posticipo

22 settembre 1976, nasce un Fenomeno di nome Ronaldo. Uno che ha scritto la storia del calcio col pallone tra i piedi, ma non solo. Il suo impatto negli anni Novanta è simile a quello di Michael Jordan e il brasiliano diventa un...fenomeno a livello globale. Cartelloni pubblicitari, spot leggendari, impossibile non imbattersi nella faccia sorridente del verdeoro in ogni angolo del globo. E come era prevedibile, Ronaldo diventa anche l'oggetto dell'interesse del mondo del gossip. La sua relazione con Suzana Werner finisce nel mirino dei paparazzi e anche quando il brasiliano torna single, soprattutto ai tempi del Real Madrid, i giornalisti gli rendono la vita impossibile. Ma questo non gli ha mai impedito di divertirsi.

Le feste dei Galacticos

Incredibile in campo, difficile da gestire fuori. Questa l'etichetta che ha il Fenomeno, anche grazie a parecchi racconti degli stessi protagonisti. Come Ivan Helguera, che qualche tempo fa ha raccontato a Goal qualche storia riguardo l'era galactica. Spiegando che non è vero che si usciva tutte le sere , che non tutti erano esattamente festaioli ma che Ronaldo organizzava feste...da Fenomeno. "Beckham, Zidane o Figo erano grandissimi professionisti. A Roberto Carlos e Ronaldo piaceva di più uscire, ma non è che uscissero tutti i giorni. Se si giocava di sabato e si vinceva, si usciva. Ma da qui a dire che uscivamo il venerdì o il sabato quando giocavamo la domenica ce ne passa, non era così".

Autobus pieni di ragazze

Quando si decideva di organizzare una festa, però, anche l'ambiente era.... galactico. Soprattutto se a invitare tutti quanti era il Fenomeno. "Ero a una festa di compleanno con mia moglie, quando sono cominciati ad apparire autobus pieni di ragazze. E mia moglie mi ha detto 'andiamo a casa', così come ha fatto quella di Figo. Era la casa di Ronaldo, che poi l'ha venduta a Sergio Ramos".  E alla fine, persino Ronnie si è arreso e in un'intervista a Valdano su Movistar ha dovuto spiegare che in effetti di tanto in tanto gli piaceva divertirsi. "Ammetto che ci sia una parte di verità. Dopo che si vinceva una partita amavo organizzare delle feste. Il problema è che giocavo in squadre dove si vinceva spesso. Comunque ci sono molte più leggende metropolitane rispetto a quella che è la realtà dei fatti. A volte avrei anche potuto organizzare qualche festa in più, ma non è stato così". Visti i tanti racconti al riguardo, viene il dubbio che fosse possibile...