Il City, lo United e…Guardiola col fiato sospeso: la sentenza del TAS sulla squalifica UEFA attesa tra due mesi

Il City, lo United e…Guardiola col fiato sospeso: la sentenza del TAS sulla squalifica UEFA attesa tra due mesi

Quando qualche mese fa la UEFA ha inflitto al Manchester City una squalifica di due anni dalle coppe europee, non ci si poteva certo immaginare che il mondo e il calcio stesso sarebbero stati sconvolti da una pandemia. E ora i ritardi nell’appello al TAS dei Citizens rischiano di creare parecchi problemi a tutti…

di Redazione Il Posticipo

Quando qualche mese fa la UEFA ha inflitto al Manchester City una squalifica di due anni dalle coppe europee, non ci si poteva certo immaginare che il mondo e il calcio stesso sarebbero stati sconvolti da una pandemia. Dunque, nonostante l’appello al TAS da parte dei Citizens, sembrava ovvio che la situazione sarebbe stata risolta in tempi ragionevolmente brevi, per far sapere subito a tutti se Guardiola e i suoi avrebbero giocato o no la prossima Champions League. Ma il coronavirus ha spazzato tutte le certezze e ora in Premier League regna il caos, non solo per lo stop forzato ma anche per il futuro.

FIATO SOSPESO – Come spiega il Mirror, infatti, l’udienza del TAS che riguarda il caso City è prevista all’inizio della prossima settimana, ma i tempi per il giudizio rischiano di essere particolarmente lunghi. Almeno due mesi, il che per qualcuno significherà stare con il fiato sospeso. Oppure andare incontro a una grossa delusione. La squadra di Guardiola è infatti attualmente seconda in Premier League e con tutta probabilità arriverà tra le prime quattro, prenotando il posto Champions in attesa della sentenza. Il che può creare problemi alla quinta in classifica. Che al momento, con la squalifica decisa dalla UEFA, si prenderebbe il posto dei Citizens.

UNITED E GUARDIOLA – Ma visto che tutto può cambiare, spiega il tabloid, chi dovrebbe finire nell’Europa che conta non può averne la certezza. Il che significa, in termini reali, non sapere se dover fare un mercato da Champions o da Europa League. O peggio ancora, non sapere se si può contare sugli ingressi garantiti dalla massima competizione e, visto che la prudenza non è mai troppa, operare come se quei milioni non dovessero entrare nelle casse societarie. A chi toccheranno questi grattacapi estivi? Con tutta probabilità, ironia della sorte, ai cugini del Manchester United, che attualmente sono quinti, a tre punti dal Chelsea quarto. Ma anche a Pep Guardiola stesso, che probabilmente avrebbe preferito conoscere subito la sorte europea della sua squadra e sentirsi libero di programmare un futuro magari lontano da Manchester…

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