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Il cammino di Ruschel, da sopravvissuto a campione ad avversario della Chapecoense

Fiori e oggetti lasciati dai tifosi del Chapecoense nello stadio della squadra, l'Arena Conda, a Chapecó, Brasile, 29 novembre 2016
(NELSON ALMEIDA/AFP/Getty Images)

Il ragazzo, che ha anche poi vinto con la Chape, in attesa di affrontarla come avversaria, ripercorre sensazioni ed emozioni. 

Redazione Il Posticipo

Ruschel ha realizzato il suo sogno di diventare un calciatore due volte: quando ha esordito con la Juventude nel 2008 e poi nel 2017 quando ha giocato con la Chapecoense contro il Barcellona al Camp Nou. Solo nove mesi prima, il 28 novembre 2016, era stato uno dei tre giocatori sopravvissuti a un incidente aereo che aveva ucciso 71 persone. Il ragazzo, che ha anche poi vinto con la Chape, in attesa di affrontarla come avversaria, ripercorre sensazioni ed emozioni in una lunga intervista al Guardian.

INCIDENTE -   Quanto accaduto non lo scorderà mai. "Ci stavamo divertendo. In aereo alcuni ragazzi ascoltavano musica, cantavano, giocavano a carte. C'era qualcuno che non conoscevo al mio fianco, quindi Jakson Follman (altro sopravvissuto) mi ha invitato a sedermi accanto a lui nel mezzo dell'aereo. Mi ha salvato la vita. Ringrazio Dio. Ho un tatuaggio. "Nel loro cuore gli uomini pianificano il loro corso, ma il Signore stabilisce i loro passi". Non cerco di capire perché sono sopravvissuto. Un giorno lo scoprirò. Cerco di essere fonte di ispirazione per diverse persone per aiutarle a superare le avversità".

RECUPERO - Il calciatore c'è l'ha fatta. Dopo l'incidente, Ruschel ha ricevuto due terribili notizie. I suoi compagni di squadra erano morti. E poi che avrebbe faticato a camminare di nuovo. "Mentalmente, è stato molto difficile da superare. E anche fisicamente. Sentivo degli spilli nella schiena. Volevo camminare di nuovo e l'ho fatto. Quindi mi ero ripromesso di tornare a correre e poi di giocare a calcio.  E ci sono riuscito. Non ho mai voluto essere etichettato come un sopravvissuto o ricordato solo a causa dell'incidente".

LEGAME - Ruschel è tornato alla Chapecoense all'inizio del 2020 come capitano della squadra. Ha giocato 43 partite e ha portato il club a due trofei: il campionato statale di Santa Catarina e il titolo di Série B. "Sono un sopravvissuto ma anche un campione Chapecoense e questo renderà eterno il mio legame con la società. Tornare e vincere è stato il mio modo per rendere omaggio a tutti loro". Adesso il ragazzo si è unito all'América Mineiro e affronterà Chape in Série A. "Sarà emozionante anche perché alla Chapecoense non mi dirò mai addio".