Il calvario di Saul: quasi un rene donato all’Atletico Madrid

In una intervista Saul confessa una storia molto toccante: stava, deliberatamente, per liberarsi di un rene e solo Burgos, con i suoi modi, lo ha convinto a desistere…

di Redazione Il Posticipo

Il calcio dà il calcio toglie. Questa storia, però ha dell’incredibile e riguarda Saul, che nel 2017 torna a giocare nello stadio in cui ha rischiato di perdere un rene. “Ho messo in pericolo la mia salute pur di difendere i colori dell’Atletico Madrid”. Pensieri e parole di Saul, in una intervista rilasciata a So Foot e riportata da AS, suscitano clamore. Il calciatore ha rischiato un rene e solo l’intervento di Burgos ha permesso di evitare un epilogo drammatico.

SCONTRO – Tutto risale agli ottavi di finale della Champions League 2014/15. Atletico contro Bayer Leverkusen, in terra tedesca. Saul, in un contrasto con Papadopulos ha la peggio. Un colpo alla schiena che ha danneggiato il rene. Il centrocampista però ha gestito a modo suo l’incidente, nonostante vi fossero versamenti di sangue dopo ogni allenamento e dopo le partite. Sino a che la situazione non è totalmente degenerata. “Mi è stato detto che il mio rene era stato distrutto. Ricordo che ho visto mio padre piangere e l’ho rincuorato dicendogli che non sarebbe successo nulla”. Ha detto al padre di essere un toro, ma inevitabilmente qualche momento di sconforto c’è stato. “Ci sono stati momenti difficili. Il rene non funzionava correttamente. Ho avuto diverse scelte: giocare per un mese, o fermarmi per un mese e sottopormi a una operazione”. Scelta complicata dalle… complicazioni. Saul doveva usare il catetere, prima e dopo le partite. Una sofferenza.

BURGOS – Un dottore gli suggerisce l’asportazione. Saul ci pensa. “Sarei stato un mese fuori ma poi avrei ripreso la normale attività senza alcun problema”. Decisione affrettata? In ogni caso, è stata provvidenziale la “durezza” di Burgos: “Avevo deciso di rimuoverlo, ma Burgos fu irremovibile. Mi disse che avevo 22 anni e dovevo usare la testa. Pensare al futuro, alla vita anche lontano dal calcio“. Da quel momento in poi le cose migliorano. La cura funziona e due anni dopo, nello stesso stadio dove ha patito l’infortunio, Saul festeggia addirittura un gol. Con due reni. Grazie a Mono Burgos.

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