Il calvario di Robben, l’olandese fermo fino a dicembre: “Sono ostacoli che sapevo avrei trovato, ma è una situazione deludente”

Le abitudini sono dure a morire, che siano positive o negative. E questo Arjen Robben lo sa benissimo. L’olandese in carriera ne ha avuta qualcuna abbastanza evidente, come quella a vincere o quella a regalare il suo classico colpo da biliardo. Ma, purtroppo per lui, un’altra cosa a cui ha fatto l’abitudine sono gli infortuni.

di Redazione Il Posticipo

Le abitudini sono dure a morire, che siano positive o negative. E questo Arjen Robben lo sa benissimo. L’olandese in carriera ne ha avuta qualcuna abbastanza evidente, come quella a vincere o quella a regalare il suo classico colpo: tocco di esterno ad allargare il pallone e poi tiro a giro chirurgico sul secondo palo. Ma, purtroppo per lui, un’altra cosa a cui ha fatto l’abitudine sono gli infortuni. Tanti, tantissimi, che lo hanno tenuto fermo a lungo. Muscoli di seta, proprio quelli che lo avevano convinto a dire basta, dopo oltre un decennio a fare magie con la maglia del Bayern Monaco.

INFORTUNI – Lontano dal campo però l’olandese non sa starci e quindi è tornato, neanche troppo a sorpresa. Ad accoglierlo è stato il suo Groningen, la squadra in cui è cresciuto e che non vedeva l’ora di poterlo riabbracciare. Ma è durata poco, perchè il vicecampione del mondo 2010 si è infortunato a settembre e non è ancora in grado di tornare in campo. AS spiega che la sua assenza dovrebbe durare almeno fino a dicembre. Una situazione complicata, che crea problemi non solo a lui, ma anche a tutto il club. Ecco perchè, attraverso il sito della società, Robben ha spiegato che si sottoporrà a una serie di allenamenti individuali, per poter così rimettersi in sesto senza far finire il Groningen sotto i riflettori a causa sua.

OSTACOLI – “Per l’allenatore e per i miei compagni non è positivo che si parli di me quasi tutto il tempo mentre non sono in campo. La squadra sta facendo bene e i ragazzi con il loro rendimento meritano tutti gli elogi e le attenzioni. Non voglio negare che questa situazione sia deludente. Speravo di giocare più partite, ma dopo alcuni piccoli dolori e infortuni, la realtà è che è andata così. Questi sono gli ostacoli che sapevo dall’inizio che avrei trovato. Non è strano, ma è una battuta d’arresto. Ma è anche qualcosa di logico: era un anno che ero fermo, ho una certa età e una storia abbastanza lunga riguardo agli infortuni”. Ma la speranza è che la parola fine ancora non sia arrivata.

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