Il calvario di Pochettino dopo aver perso la Champions: “Non volevo uscire di casa, la mia famiglia ha provato a tirarmi su ma…”

Il calvario di Pochettino dopo aver perso la Champions: “Non volevo uscire di casa, la mia famiglia ha provato a tirarmi su ma…”

Se vincere non è facile, perdere lo è ancora di meno. L’aver sfiorato una Champions, per poi venire sconfitti nella finalissima, non è un qualcosa di semplice da affrontare. Lo spiega Mauricio Pochettino, che racconta come ha vissuto i giorni successivi al match di Madrid contro il Liverpool.

di Redazione Il Posticipo

A un passo dalla gloria. Se vincere non è facile, perdere lo è ancora di meno, soprattutto per quello che succede dopo. L’aver sfiorato una Champions, per poi venire sconfitti nella finalissima, non è un qualcosa di semplice da affrontare. Lo spiega Mauricio Pochettino, che a pochi giorni dall’inizio della stagione del suo Tottenham racconta all’Evening Standard come ha vissuto i giorni successivi al match di Madrid contro il Liverpool. E la delusione del tecnico argentino è ancora palpabile, nonostante siano ormai passati già due mesi.

“NON VOLEVO USCIRE” – “Le tre settimane di preparazione alla finale sono state incredibili. E siamo stati molto delusi per come abbiamo perso”. Ma si sa, c’è chi vince e c’è chi perde. E bisogna saper affrontare entrambe le eventualità. Poch, però, da questo punto di vista ha avuto qualche problema: “E poi arriva il momento di tornare a casa. Ho preso un treno da Madrid a Barcellona il giorno dopo la partita. Ho passato dieci giorni dentro casa e non volevo uscire. Sì, è stata davvero dura, perchè siamo stati vicinissimi al trionfo. La mia famiglia ha provato a tirarmi su di morale, ma in fondo erano nella mia stessa situazione. Ho provato ad andare a giocare a golf con mio figlio, ho provato a concentrarmi con lui e a colpire la palla nella maniera giusta. Ma era impossibile”. Un momento di disperazione assoluta.

ALLEGRIA –  Un calvario già vissuto, anche se in campo e con un’altra maglia. “È stato terribile. Mi ha fatto pensare all’estate del 2002, quando al mondiale con l’Argentina abbiamo pareggiato con la Svezia e perso con l’Inghilterra nel giro di una settimana. Come giocatore e come allenatore questi due sono i peggiori momenti della mia carriera”. Ma Pochettino sa anche che non c’è tempo di rimuginare troppo. C’è una nuova stagione da affrontare e anche dalle sconfitte si può trarre…allegria: “Poi però ho cominciato ad andare avanti. Le persone che hanno apprezzato quello che abbiamo fatto sono state molto d’aiuto. C’erano tifosi inglesi in Spagna, nei ristoranti a Madrid, a Ibiza, tifosi del Liverpool, tifosi degli Spurs, tantissime persone diverse. E tutti dicevano ‘Oh, il Tottenham è stato fantastico’. E questo ha cominciato a farmi sentire di nuovo allegro, perchè le persone si sono rese conto dello splendido lavoro che abbiamo fatto”. Un lavoro che non è certamente finito, anzi. E Poch è pronto alla sfida.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy